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VIA COVIGNANO I NUOVI TEMPI

"Il semaforo ci ha messo in galera"
Automobilisti ed esercenti in protesta

Il quartiere, che corre parallelo alla circonvallazione, si scopre incarcerato dai nuovi tempi del semaforo all’incrocio della statale con via Covignano

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protesta Rimini, 26 luglio 2008 - Quaranta minuti per fare i 6/700 metri tra la Marecchiese e via Covignano. Il ristorante ‘Da Filiberto’ che ha perso il 30 per cento dei clienti, il bar a fianco semideserto e poi elettrauto, meccanici e artigiani tutti agli ‘arresti domiciliari’ con i clienti che minacciano di andare altrove se non riusciranno ad arrivare un po’ meno faticosamente.

 


E’ il quartiere che corre parallelo alla nuova circonvallazione, tra il ristorante e la galleria Covignano, che si scopre incarcerato dai nuovi tempi del semaforo all’incrocio della statale con via Covignano. Il problema della svolta a sinistra, per chi viene da nord, è stato risolto. Ma in compenso la strada tra il cavalvia della Marecchiese e l’ingresso di queste attività è costantemente piena di auto in doppia fila.

 

"Guardi qua sul mio piazzale, sembra di essere in autostrada — è imbufalito Enzo Tiraferri, titolare del ristorante Filiberto — sfrecciano in tanti per cercare di superare un po’ di fila. I camionisti invece, i miei clienti, oggi sono almeno il trenta per cento in meno del solito. Mi telefonano per dirmi che qui è impossibile arrivare e che sono costretti ad andare da un’altra parte. Uno che è venuto ieri mi ha detto che ha impiegato 27 minuti ad arrivare dalla via Marecchiese. Ma lo sa cosa faccio io se non cambiano qualcosa? Chiudo con la transenna la mia proprietà e non passa più nessuno. Lo avevo già fatto in passato, poi mi sono accordato con l’amministrazione comunale. Ma la situazione non va bene. E se non cambiano sarò costretto a inventare qualcosa di clamoroso".

 

"Se ci chiude il passaggio tutti noi che siamo qui possiamo chiudere bottega" affermano gli artigiani che si trovano nei capannoni accanto alla Galleria Covignano, tra l’altro ormai semideserta perchè hanno chiuso diverse attività. Simone Righi, che fa consegne di pezzi di ricambi, è rimasto 40 minuti in colonna tra la Marecchise e gli artigiani di via Nuova Circonvallazione. "Con questo nuovo semaforo io ci perdo un’ora di lavoro al giorno" giura.

 

"PER NOI non è certo meglio — afferma Alberto Tiraferri, meccanico — perchè se aspettiamo un pezzo per le 10 e poi arriva alle 11, è logico che la consegna sarà un’ora più tardi".
Giuseppe Ciabatta, titolare con il figlio Paolo della Neon Rimini, ha tutti i dipendenti che stanno arrivando con 20 minuti di ritardo la mattina. "Qui — racconta — il caos è totale soprattutto alle 8 e alle 13. Avevo appuntamento a mezzogiorno con un muratore, ma è già in ritardo di 45 minuti, sarà in colonna...". Chi lavora in zona, snervato per il traffico, spesso anzichè aspettare ore che un automobilista si intenerisca e lo lasci immettere sulla statale, fa una stradina in senso vietato per poi sbucare in via Covignano quasi sotto il cavalcavia dell’autostrada. Il risultato è che anche questo tratto di strada diventa caotico.

 

"La fila già ora è continua. E non abbiamo visto cosa succede se piove o quando c’è una fiera. Io credo che debbano per forza rivedere qualcosa, magari vietare la svolta a sinistra in via Covignano" afferma un altro artigiano. Mentre Anny dalla caffetteria accanto a Filiberto racconta di «code allucinanti. Tra le 7 e le 8 qui è una depressione... i nostri camionisti non vengono più a fare colazione.. c’è troppo caos".

 

Infine un contributo anche dall’altra parte della strada. Mirio Leardini, della Edilinvestimenti, vede continuamente automobilisti che, stanchi di far la fila, fanno pericolosissime inversioni di marcia sulla statale 16. I camion che vengono da Ravenna e sono diretti da loro devono andare a fare manovra sul piazzale di Filiberto e poi tornare indietro. Con il traffico di ora l’operazione è quasi impossibile.
L’unica voce rassegnata sul nuovo assetto del semaforo è quella di un dipendente di Cambielli, Matteo Orioli: "Se è il prezzo da pagare perchè non succedano più incidenti all’incrocio....".

Lorenza Lavosi










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