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TROPPI DEBITI

Tegola in testa a Fabbri, Provincia 'congelata'

Rimini è tra le nove Province italiane che nel 2007 non hanno rispettato il Patto di stabilità - ha sforato di 12 milioni di euro - imposto dal governo Prodi

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Ferdinando Fabbri, presidente della Provincia Rimini, 6 agosto 2008 - Blocco totale delle assunzioni. Riduzione dei trasferimenti dello Stato. Divieto di contrarre mutui per gli investimenti. Taglio di un terzo delle indennità degli amministratori.
E’ di fatto - anche se non formalmente - un commissariamento quello che si è vista affibbiare la Provincia dal governo Berlusconi!
 

 

Motivo? Rimini è tra le nove Province italiane (su 103) che nel 2007 non hanno rispettato il Patto di stabilità - ha sforato di 12 milioni di euro - imposto dalla Finanziaria precedente, varata dal governo Prodi. Il quale però prevedeva 'sanzioni' lievi: un leggero ritocco dell’imposta provinciale di trascrizione. Robetta da 7-8 euro per ogni atto. Invece Berlusconi impone 'punizioni' molto più severe. Quelle citate all’inizio.

 

"Un atto palesemente incostituzione — tuona Riziero Santi, assessore provinciale a Bilancio e Lavori pubblici — Il governo attuale interviene a posteriori con un pesantissimo aggravio delle sanzioni". Assunzioni "a qualsiasi titolo" e stabilizzazione del personale precario stoppate, riduzione del 5 per cento dei trasferimenti, stop ai mutui. E taglio delle indennità agli amministratori dal 1° gennaio 2009 (misura quest’ultima certamente popolare).
"Sono inequivocabilmente sanzioni da ente commissariato", ammette Santi.

Anni di vacche magre davanti?

Forse solo uno: questo 2008, spera l’assessore: "La situazione è in divenire. Le ultime note del ministero dicono che lo splafonamento 2007 fa storia a sè. Non si ripercuote negli anni successivi. Significa che stando dentro il Patto quest’anno, nel 2009 non subiremo le previste sanzioni per chi sfora". Ma la cosa sarà decisa da ministero e governo. La Provincia sta comunque cercando di programmare pagamenti a fornitori, consulenti e spese in modo di restare nei parametri. «Il nostro bilancio è sano e presenta una forte capacità di spesa — insiste Santi —. Siamo un ente virtuoso. Abbiamo soldi nel cassetto ma non li possiamo spendere".

 

Sarà. Ma allora perché lo sforamento?

"Eccesso di virtuosità, per così dire — afferma Santi —. Nel 2003 abbiamo incassato 54 milioni, cioè più di quanto abbiamo speso, 41 milioni. Ottenendo un saldo positivo di 8 milioni di euro. Quella differenza è stata pareggiata con relativi pagamenti, per oltre 10 milioni, nel 2007. Il salto negativo è stato appunto 12.154.000 euro. Ma splafonare il Patto di stabilità è stata una scelta consapevole. Fatta valutando pro e contro. Alla luce di sanzioni che erano lievi. Poi divenute di colpo pesantissime, ex post". Santi non rinuncia al contrattacco: "Mi chiedo dove sono i federalisti, dov’è la Lega, dove sono i fautori dell’autoresponsabilizzazione e dello sviluppo?"

Mario Gradara










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