Piangeva a dirotto in un bar. Una piccola di 3-4 annitremava come una foglia, cercando sua madre, mentre le lacrime continuavano a scendere. I genitori si erano dimenticati di lei
Rimini, 12 agosto 2008 - Si erano persi la bimba di quattro anni, ma a cercarla non ci pensava nessuno. Un ‘indifferenza’ che è costata alla madre, una rom di 24 anni, la perdita anche degli altri tre figli, già affidati dal Tribunale dei minori di Bologna a una struttura protetta. E’ stato ieri mattina, poco dopo le 8,40 che al 113 è arrivata la telefonata del titolare di un bar di via Ortigara.
Lì avevano una bimba, di 3-4 anni, che da mezz’ora piangeva disperata. Quando gli agenti della Volante sono arrivati, la piccola era ancora lì. Tremava come una foglia, cercando sua madre, mentre le lacrime continuavano a scendere. Il barista e gli avventori avevano cercato di consolarla e di distrarla con qualcosa da mangiare, ma la piccola era terrorizzata. I poliziotti hanno atteso che qualcuno si facesse vivo, ma poi, compreso che i genitori si era dimenticati davvero di quella piccola e visto che la bambina aveva i tratti rom, hanno deciso di mettersi a cercare nei dintorni. Non lontano da lì, c’era un parco dove erano accampati altri nomadi.
Hanno chiesto in giro e uno di questi, un uomo di Sarajevo ha acconsentito a dare un’occhiata alla bambina. "E’ mia nipote" ha esclamato quando ha visto la piccola. No, non era sotto la sua custodia, e i genitori non li aveva visti per niente. I poliziotti si sono rimessi alla ricerca, fino a quando sulla spiaggia hanno visto una giovane che raccoglieva crostacei, circondata da altri tre bambini.
Era lei la madre, ma non aveva certo l’aria preoccupata, forse nemmeno si era accorta che la piccola era scomparsa da un’ora. Poco dopo è stato rintracciato anche il padre, il quale ha risposto che i figli li aveva affidati alla moglie. Ma è stato il terminale della Polizia a tirare fuori il resto. Lì, hanno scoperto che il Tribunale dei minori di Bologna aveva disposto che in caso la donna fosse stata rintracciata, i figli dovevano essere affidati subito a una struttura protetta, proprio per le condizioni in cui li faceva vivere.
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