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I MEGA OGGETTI A MARINA CENTRO

Giganteschi 'miti da spiaggia'
in una mostra d'arte pop

Per costruire quanto prevedeva il progetto sono stati usati 50 quintali di legno, cioè 5 tonnellate, 15 quintali di ferro, millecinquecento ore di manodopera, 350 metri quadrati di tessuto e 300 metri quadrati di vernice

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mostra spiaggia Rimini, 14 agosto 2008 - Il secchiello, la brandina, l'ombrellone, la paperella e lo sdraio. E la retina con le palline per giocare alle piste sulla sabbia. E, infine, il moscone… Ma enormi, giganteschi, attraenti. Da riprendere, fotografare, lanciare sul web. Sei miti, sei mega oggetti per lanciare il "ritorno alla spiaggia". Questo il tema della mostra di arte pop che si svolgerà a Rimini da oggi al 17 agosto, dai bagni i 14 al 27 (Marina Centro). Una mostra con numeri da record: i sei oggetti giganti - tanto per farsi un'idea, il moscone misura quasi dodici metri per quattro abbondanti - sono l' emblema dell'estate di cui Rimini è capitale indiscussa. La mostra, voluta da Comune e Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna e Apt Servizi e realizzata da Alfad spa, è nata da un'idea di Giovanni Tommaso Garattoni (Indeep Romagna Lab.) e Pier Pierucci

 

Per costruire il progetto sono stati usati 50 quintali di legno, cioè 5 tonnellate, 15 quintali di ferro, millecinquecento ore di manodopera, 350 metri quadrati di tessuto e 300 metri quadrati di vernice. Risultato: una brandina alta 5 metri è in tutto e per tutto uguale a quella su cui ci sdraiamo. Le foto e le riprese dall'alto daranno l'esatta sensazione di cosa stia succedendo sulla spiaggia e di cosa sia capace l'inventiva della gente di Rimini abituata a convivere con tutte le lingue e tutte le fantasie del mondo.

 


A Rimini, tuttavia, c'era già un «gigante», a pochi passi dalla spiaggia del Grand'Hotel, in piazzale Fellini: si tratta della macchina fotografica di Elio Guerra. In piazzale Fellini è diventata nel corso degli anni uno dei simboli della Rimini turistica, un monumento al modernariato. La donazione al Comune di Rimini da parte del proprietario, la signora Laura Renzi, è avvenuta il 13 febbraio 2002: il Comune l'ha restaurata e data in gestione al consorzio Piccoli Alberghi di Qualità per l'attività di informazioni turistiche in occasioni di particolare eventi.

 

Il caratteristico manufatto venne realizzato nel 1948 per iniziativa di un artigiano di Pennabilli, Elio Guerra; opera fatta a mano, veniva utilizzata per vendere- durante la stagione estiva- materiale fotografico. A metà degli anni Sessanta, Guerra cedette il piccolo negozio ad Ario Rastelli e alla moglie Laura Renzi










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