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IGEA MARINA

Tenta di violentare una ragazzina
Era in vacanza nel suo hotel

L'aggressore visibilmente alticcio prima le ha fatto pesanti apprezzamenti, poi l’ha sbattuta contro un muro. La 14enne, italiana ma residente in Svizzera, è riuscita a liberarsi poi ha raccontato tutto alla mamma

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violenza Bellaria, 20 agosto 2008 - Tenta di violentare una ragazzina di 14 anni ospite dell’hotel di suo padre. Dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata, il 36enne di Igea Marina, figlio del titolare di un albergo dove madre e figlia, italiane ma residenti in Svizzera, erano arrivate sabato scorso. "Mia figlia è sotto choc — dice la donna — e quell’uomo deve pagare. Se solo penso a cosa poteva succedere...".

 

L’aggressione è avvenuta poco prima dell’una. La giovane, 14 anni, a vederla ne dimostra ancora meno. Era rientrata da una passeggiata e mentre sua madre si era fermata a chiacchierare con gli amici nell’hotel di fronte, lei aveva deciso di andare a dormire. Era entrata dalla porta laterale, quella che dà sulla terrazza a mare, quando ha incrociato il figlio del padrone. L’uomo, ha poi raccontato la ragazzina, era decisamente ubriaco, ma ha cominciato in sordina, facendo apprezzamenti sulle sue mani. Lei ha cercato di tagliare corto, ma non ha fatto in tempo ad allontanarsi, che quello aveva già allungato le sue, di mani, sul suo seno.

 

Resasi conto di chi si trovava di fronte, la giovane ha girato velocemente i tacchi, cercando di guadagnare la stanza. Ma lui, messe da parte le maniere ‘gentili’, le è corso dietro fino a raggiungerla nella hall dell’albergo, in quel momento deserta, e l’ha sbattuta contro il muro, mettendole le mani ovunque e facendole proposte oscene. La ragazzina si è difesa con tutta la forza che aveva, e alla fine è riuscita a divincolarsi dalla stretta dell’ubriaco, correndo nella sua camera.

 

E’ stato solo la mattina dopo, però, che è riuscita a raccontare alla madre quello che le era accaduto. O meglio, è stata la mamma a intuire qualcosa e fare in modo che lei si confidasse. "Già la sera stessa — racconta la donna — mi ero accorta che mia figlia non era la stessa. Era come affranta, le lacrime agli occhi. Lei si confida sempre con me, siamo abituate a parlare, ma per quanto avessi tentato, non ero riuscita a farmi dire nulla. La mattina dopo, però, piangeva ancora, e ho capito che c’era qualcosa di grave. Così le ho detto che se non poteva parlarne con me, doveva provare a confidarsi con le sue amiche. E così ha fatto. Loro l’hanno convinta a dire tutto, ma quando è stato il momento di raccontare quello che era accaduto, non riusciva nemmeno a parlarne e sono state loro a dirmi che quell’uomo le aveva messo le mani addosso".

 

Sconvolta, la madre è corsa dal titolare dell’Hotel. "Ha cercato di trovare una scusante al figlio, di sistemare le cose. Quello, invece, continuava a dire di essere stato ubriaco, e che non si ricordava niente". A vederlo in quelle condizioni, però, erano stati anche altri ospiti dell’hotel, i quali, trovandosi anche loro sulla terrazza, si erano accorti che era andato dietro alla ragazzina.

 

Dopo avere fatto le valigie ed essersi trasferite in un altro hotel, mamma e figlia sono andate dritte dai carabinieri di Bellaria a denunciarlo. "Sono dieci anni che vengo a Igea Marina, ma era il primo che scendevo in quell’albergo. Siamo arrivate sabato e per due notti abbiamo sentito le urla del figlio del titolare che era ubriaco fradicio. Capisco che è suo figlio, ma arrivare fino a questo punto è inammissibile. Mia figlia è quasi una bambina, ed è ancora sotto choc. Ha avuto la forza di difendersi e ribellarsi, ma non credo che riuscirà a dimenticare quello che le hanno fatto".










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