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FINE DEI GIOCHI

San Marino chiude la sala scommesse

La Mixtere chiude i battenti: la concessione, di cinque anni, non è stata rinnovata. Attualmente vi lavoravano venti dipendenti che ora dovrebbero essere assorbiti all’interno della Giochi del Titano

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sala scommesse San Marino, 1 settembre 2008 - Chiusa da oggi la sala scommesse Mixtere di San Marino. Niente più puntate nel locale la cui società di gestione fa capo all’imprenditore Piero Tonelli (la sala è collocata nel centro Tonelli, poco dopo il centro Atlante): la concessione statale non è stata rinnovata. Attualmente alla Mixtere lavorano venti dipendenti per i quali, sembra, non ci sarebbero problemi di occupazione: infatti dovrebbero essere assorbiti all’interno della Giochi del Titano. La concessione alla società (che è una Spa) porta la data dell’11 marzo 2003, l’inaugurazione dei locali era avvenuta il primo giugno di quello stesso anno. La durata di tale concessione era di cinque anni rinnovabile.

 

Un rinnovo che sembrava non dover avere problemi, anche se in corso d’opera erano cambiate ‘le carte in tavola’. Il due ottobre dello scorso anno, infatti, poco prima della crisi di governo, una delibera del Congresso di Stato metteva nero su bianco che la maggioranza della società, quindi il 51 per cento, diventata dello Stato e la compagine privata scendeva al 49 per cento, ma la sala scommesse andava avanti. Poi il meccanismo si è inceppato del tutto.

 

"Con la crisi si è imposta Alleanza Popolare — afferma Piero Tonelli — con la sua linea di chiusura verso la sala scommesse gestita da privati. E così noi dobbiamo chiudere. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il nostro ultimo giorno di lavoro. Altro non possiamo fare". E’ amareggiato Tonelli: "Voglio sottolineare che chiudiamo i battenti solo perché un politico ha deciso così un bel giorno, e devo dire che gli altri colleghi di governo non hanno fatto niente per fargli cambiare idea. Per i dipendenti troveranno una soluzione — prosegue —, questo almeno è quanto ci hanno detto. Ma i nostri investimenti, in questa operazione, sono stati alti: dai tre ai quattro milioni di euro. Senza contare quello che abbiamo versato allo Stato, che non è affatto poco". Tonelli dichiara la cifra: "Ogni anno, per le varie imposte, abbiamo versato nelle casse statali circa un milione di euro".
 

Monica Raschi










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