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L’arrivo della cicogna
‘spaventa’ le riminesi

La provincia è fanalino di coda in Emilia Romagna (a metà classifica in Italia) per tasso di fecondità. Ogni donna nel Riminese mette al mondo 1,32 figli: 4 bimbi ogni 3 mamme. Tra le cause, la sindrome di Peter Pan

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Due bimbe ringraziano con un bacio la loro mamma Rimini, 2 settembre 2008 - Le cicogne non fanno scalo a Rimini. La provincia è fanalino di coda in Emilia Romagna (a metà classifica in Italia) per tasso di fecondità. Ogni donna nel Riminese mette al mondo 1,32 figli. Insomma, quattro bimbi ogni tre mamme. I dati Istat, elaborati dal Sole 24 Ore, indicano 2.945 bimbi "nati vivi" nel 2007. La percentuale di nati ogni 100 residenti è 0,99. L’età media della madre al momento del parto è 31,3 anni. Quella del padre sale a 35.

 

"Ma qui va fatta una distinzione tra italiani e immigrati stranieri — avverte Stefano Vitali, assessore alle Politiche per la famiglia, e pro-tempore per l’Immigrazione —. Infatti le coppie straniere fanno figli molto prima". "Sempre più spesso vediamo che le riminesi diventano mamme sulla soglia dei 40 anni, anche a 42-43 — aggiunge Karen Visani, assessore alle Pari opportunità —. Le cause? Sono molteplici. Da quanto emerge nei nostri numerosi incontri, una di queste sta nel fatto che le italiane vogliono prolungare più possibile l’età dell’adolescenza". Insomma, sindrome di Peter Pan.

 


"Sostengo da sempre — continua Vitali — che non sono le difficoltà economiche la causa primaria della contrazione delle nascite. Certo, le coppie straniere anche se con lavori precari e situazioni difficili fanno più figli. E’ un dato di fatto. Succede finché non si integrano completamente, e cambiano mentalità". Ovvero? Vitali spiega con un esempio concreto: ha di recente avuto in affidamento una bimba neonata. Che porta a spasso con un modello di passeggino di tre anni fa. Rispetto a quelli ipertecnologici e costosissimi (assetto variabile, ammortizzattori, tettucci ecc.) in circolazione, delle Formula Uno in miniatura, fa quasi la figura del "barbone".

 

Stesso disco per zainetti scolastici, scarpette e vestitini trendy. "Ma fa molto meno danni ai figli la povertà — commenta l’assessore — rispetto alla non consapevolezza di cosa vuol dire essere padri o madri". Sul flop demografico incide, sottolinea Vitali, anche la trasformazione della famiglia tradizionale: "Il nido oggi è indispensabile non solo perché la donna lavora, ma perché è sempre più difficile lasciare il figlio alla nonna o al nonno". Detto ciò, rileva come il soddisfacimento della domanda di asili nido a Rimini viaggi sul 20%: ultimi in regione (la media regionale sfiora il 30%) ma sopra la media nazionale, sul 15%.

 

La Visani annota che "spesso la ricerca della maternità per la donna è anche volere un punto di riferimento stabile, soprattutto un affetto sicuro". In arrivo il Mese della Famiglia (ottobre) con incontri, spettacoli, feste. La Casa delle Donne, oltre a vari sportelli informativi, si appresta a distribuire la Carta servizi per le donne di Rimini, con i punti sensibili: consultori, centri impiego, sportello mobbing, iscrizioni a nidi e scuole ecc.

Mario Gradara










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