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Nelle 'case' tifano Carfagna

E’ un inaspettato coro di consensi al ministro che dichiara guerra alla prostituzione nelle strade, quello che si leva dal mondo delle lucciole 'stanziali' riminesi. Secondo loro "ripulirà le strade, ma ora servono più controlli nelle case"

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Prostituzione Rimini, 12 settembre 2008 - Tutte con la Carfagna! E’ un inaspettato coro di consensi al ministro che dichiara guerra alla prostituzione nelle strade, quello che si leva dal vasto mondo delle lucciole «stanziali» riminesi. Interpellate al telefono, spulciando i tappeti di annunci a pagamento. "Era ora che qualcuno facesse terminare certi spettacoli disgustosi di corpi seminudi sotto gli occhi di tutti, ragazzi e bambini compresi — attacca Lucia —. E sicuramente un bel giro di vite in strada ridurrebbe la delinquenza anche a Rimini. Un provvedimento positivo, perché il grosso di chi lavora per strada è senza dimora e permesso di soggiorno". Il decreto legge di Mara Carfagna prevede, tra l’altro, l’arresto da 5 a 15 giorni e l’ammenda da 200 a 3000 euro sia per le 'passeggiatrici' che per i clienti.

Crede che l’annunciato pugno di ferro, se si concretizzerà, porterà anche più clientela a chi lavora tra le mura di casa?


"Sì, è possibile — continua Mara —. Potrebbe anche esserci più lavoro. Io sono della zona, e faccio tutto a casa mia. Servirebbero anche maggiori controlli nelle abitazioni. Ci sono troppi che affittano in nero a clandestine che si prostituiscono". "Nelle case — fa eco ‘signora bolognese a Portoverde’ — noi siamo tutte indipendenti. Ci sono anche tante negli appartamenti che dietro hanno bande organizzate. Comunque sono giri di clientela differenti. Non so se noi che operiamo in casa aumenteremo il nostro giro d’affari. Quello lo vedremo col tempo. Ma in strada è una vergogna: se vai tra Rimini e Riccione, ci sono tante ragazzine giovanissime, molte anche minorenni, in giro mezze nude".

 

"Io sono a Rimini da poco — continua Consuelo, argentina 25enne —. Non lo farei mai in strada, è troppo pericoloso. In casa tua se chi suona al campanello non ti piace, lo vedi dallo spioncino, e puoi non aprirgli". Lei come si ‘promuove’? "Annunci sui giornali e internet". "Togliere la prostituzione dalle strade peggiorerà la vita di chi, come me, lavora a casa — dice Betty trans —. Avremo più controlli, problemi, occhi puntati addosso. Se invece le mandassero via, rimpatriandole, sarebbe molto meglio per tutti". Il settore tira come una volta? "Mica tanto — aggiunge Betty —. Va a periodi. Ma le spese sono tante, affitto, costose inserzioni sulle riviste, e alla fine non ti resta un gran guadagno. E non è che alla fine della giornata noi abbiamo fatto meno fatica di un operaio, mi creda". Sulla parola.


"Ho un’amica che lavorava in strada — confida ‘Realmente bella e brava’ —. A quanto mi diceva, lavoriamo di più noi nelle case, e meglio. Sono d’accordo che venga repressa la prostituzione in strada. Non è un bello spettacolo. Nelle case non diamo fastidio a nessuno".

Mario Gradara










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