La minaccia, stando alla querela sui cui motivi indagano i carabinieri di Rimini, sarebbe stata rivolta durante una discussione ai genitori di alunno di 9 anni, qualora lo avessero tolto dal tempo prolungato
Rimini, 25 settembre 2008 - Un'insegnante elementare è stata querelata per aver minacciato la bocciatura un alunno di 9 anni. La donna, 51 anni - spiegano i carabinieri di Rimini che indagano sulla vicenda - è stata denunciata questa mattina a piede libero, a Miramare di Rimini. Durante una discussione con i genitori del bambino, avrebbe sostenuto che se l'alunno fosse stato tolto dal tempo prolungato, gli avrebbe fatto ripetere l'anno scolastico. I genitori avrebbero manifestato la loro intenzione poichè a causa delle difficoltà economiche non sarebbero stati in grado di pagare la mensa scolastica.
I militari stanno verificando la veridicità della vicenda, ma intanto la denuncia è scattata. Oggi la Corte di Cassazione ha precisato, riprendendo la sentenza 36700, che solo se ingiusta la bocciatura costituisce una minaccia grave. La corte, infatti, ha respinto il ricorso di un docente che aveva minacciato gli allievi. Secondo la VI Sezione Penale, per gli alunni "la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze". Ma "è l'ingiustizia del fatto minacciato a rilevare".
Un comportamento di questo tipo da parte dell'insegnante può inoltre "ingenerare forti timori, incidendo sulla libertà morale dei ragazzi". La Cassazione ha confermato così, la condanna per minaccia aggravata, pronunciata in secondo grado dalla Corte d'appello di Venezia, nei confronti di un insegnante di liceo che aveva detto ad una allieva che "non aveva più alcuna possibilità di essere promossa".
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