Il territorio occupato da edificazioni nel Comune di Rimini, qualora venissero impiegate tutte le aree previste dai piani regoltori adotatti, supererebbe il 20% della superficie, contro una media nazionale del 10%
Rimini, 3 ottobre 2008 - Se tutte le aree previste dai Piani Regolatori vigenti (aree azzonate) verranno impiegate, la percentuale di territorio urbanizzato (occupato da edificazioni) supererà il 20% nel Comune di Rimini e il 15% in tutta la provincia contro una media nazionale e regionale del 10%.
Lo rivela il mensile Tre TuttoRiminiEconomia. Alla luce anche dei progetti per il futuro lungomare di Rimini, che prevedono di fatto nuove edificazioni e sui quali è in corso un ampio dibattito, l'inchiesta di Primo Silvestri mette in luce un problema, quello dell'occupazione degli spazi urbani, che riguarda in maniera significativa il capoluogo. Dal 1948 al 2002, infatti, nel solo comune di Rimini la percentuale di suolo occupato è cresciuta del 446% e quella per abitante è piu' che triplicata passando da 53 a 168 metri quadri.
Dopo il 2002 il processo non si è fermato. Ad oggi, mettendo insieme residenziale, produttivo e aree da destinare a servizi e strutture ricettive (secondo il Prg del 1999) per il capoluogo si calcola una quota residua
potenzialmente utilizzabile di 5,4 chilometri quadrati (per l'intera provincia, stando ai Prg vigenti di 19,6 chilometri quadri). Elevati livelli di consumo del territorio, riguardano comunque tutta la provincia dove dal 2002 le nuove
costruzioni sono proseguite al ritmo di 2.000 unita' abitative l'anno.
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