Oltre il danno anche la beffa. Dopo aver 'bruciato' 90milioni di vecchie lire in borsa affidando i loro risparmi ad un promotore finanziario, ora a distanza di anni, stando alla sentenza emessa dalla corte d'appello, due agricoltori devono pure rifonderlo di 27mila euro
Rimini, 6 ottobre 2008 - Il passato, gli anni ’90, quando tutti investivano in borsa, era costato 90 milioni di lire ad una coppia di agricoltori riminesi. Ora in epoca di crisi e di crac bancari, dal passato tornano quegli investimenti sbagliati per una sentenza che condanna i due agricoltori a restituire 27mila euro al promotore che bruciò tutti i loro risparmi.
Per una coppia di sessantenni riminesi le disavventure iniziano sul finire degli anni ’90 quando frequentava la loro casa un giovane del Forlivese che era andato a scuola con la loro figlia e che riuscì a convincerli ad affidargli i loro soldi perchè li investisse. Il tipo si era laureato in economia e lavorava per una Sim, società di intermediazione mobiliare. Nel maggio del 2007 i riminesi gli affidano 30 milioni. Poco dopo iniziano ad arrivare a casa degli incomprensibili estratti conto tutti con segno negativo.
I due si impensieriscono e chiedono spiegazioni. L’improvvisato broker rassicura la coppia dicendo che anche lui ci ha perso un sacco di soldi, ma che bisogna insistere, ed i frutti arriveranno. Così in ottobre li convince a versargli altri 60 milioni di lire. Meno di due mesi dopo però la Sim viene messa in liquidazione e poi fallisce bruciando i soldi di tutti i risparmiatori che le avevano dato fiducia.
Gli agricoltori si sentono presi in giro. Non è possibile che il promotore non sapesse che si trattava di investimenti a rischio e soprattutto non poteva non sapere della disastrosa situazione economica in cui versava la Sim quando gli hanno dato i 60 milioni. Così citano per danni il forlivese in sede civile. Nel 2000 un giudice onorario riminese dà loro ragione condannando il promotore finanziario a risarcire la coppia con 40 milioni di lire.
In appello però proprio in questi giorni c’è stato un pronunciamento contrario. Il giudice ha detto che i riminesi devono dimostrare di non essere stati informati dei rischi dell’investimento e li ha condannati a versare 27mila euro. I soldi sono stati restituiti poco fa, ma il nuovo avvocato degli agricoltori, Donata De Nittis, non si arrende ed è convinta che la Cassazione, cui ha già fatto ricorso, darà loro ragione.
Lorenza Lavosi
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