Ergastolo al rumeno che accoltellò a morte la figlia di 17 anni e ferì la moglie alla stazione di Rimini. In una lettera spedita alla ex consorte dal carcere, insulti e folli accuse, a testimonianza del fatto che il suo rancore non si è ancora placato
Rimini, 9 ottobre 2008 - Ergastolo ha detto ieri sera alle 20 la Corte d’Assise. Ergastolo per Dimitru David, il muratore romeno che ha pugnalato a morte sua figlia Marina di 17 anni e ha tentato di uccidere la sua ex moglie Fabiana. Era l’8 agosto dello scorso anno e il sangue scorreva sul binario 3 alla stazione di Rimini. Ergastolo e 12 mesi di isolamento diurno per un uomo che non chiede perdono e non sembra pentito. Una lettera che ha scritto all’ex moglie solo una settimana fa testimonia come il suo rancore non sia placato. Come abbia ancora parole di fuoco per l’ex moglie, come l’accusi di aver costruito la sua felicità sulla tragedia da lei stessa provocata.
"Tu hai avuto tutto — le ha scritto — amore, felicità, sesso. Ma quando sarai nelle braccia del tuo amore tua figlia si rivolterà nella tomba per la tua felicità. Sii maledetta per sempre". Una lettera nella quale si percepisce come la sete di vendetta non sia ancora placata in Dumitru. Lettera che il presidente della corte d’Assise, Rossella Talia, ha immediatamente acquisito e che verrà girata anche alla Procura perchè indirizzata alla casa, nel modenese, dove la donna lavora come colf e che non doveva essere nota all’uomo.
Fabiana, la mamma di Marina che aveva 17 anni quando il suo papà le ha tagliato la gola e che al liceo era la più brava, distrutta dal dolore, depressa e angosciata, ha accolto la sentenza in lacrime accanto al suo avvocato, Maurizio Ghinelli. A fianco tre nipoti, dell’età della sua figlia, venuti dalla Romania per darle un po’ di conforto.
Il giudice ha stabilito che Dumitru dovrà versare una provvisionale di 150mila euro per lei e 150mila per il figlio che ha 9 anni e che ha assistito al massacro della stazione. Sta con i nonni ed è in cura dallo psicologo perchè quell’esperienza lo ha segnato terribilmente.
Questo padre padrone, questo uomo che non ammette deroghe alla sua volontà era stato delineato dalla requisitoria del pm Paola Bonetti che aveva chiesto l’ergastolo per un assassino che la polizia aveva strappato alle mani della folla intenzionata al linciaggio. Ergastolo e 18 mesi di isolamento.
Parole di fuoco anche da parte dell’avvocato Ghinelli che ha ripersorso la storia di questa disgraziata famiglia fino al terribile epilogo.
Ha difeso Dumitru l’avvocato Mauro Crociati chiedendo una condanna, certo, per il suo assistito anche se aveva insistito sul fatto che: "va esclusa la premeditazione. Perchè questa prevede una fuga, possibilità che non aveva di certo alla stazione di Rimini l’8 di agosto". E poi ha parlato delle lettera.Una lettera piena di insulti, ma anche carica della rabbia di un uomo che ha perso tutta la sua famiglia, l’unica cosa che lo aveva fatto stare bene.
La Corte nel condannarlo ha escluso tutte le aggravanti, a parte quella naturalmente del vincolo di parentela. E ora il suo difensore spera in una riduzione di pena in appello.
Lorenza Lavosi
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