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MISSIONE CARDIOLAB 2008

I medici italiani al servizio del cuore degli indiani

Oltre 1.000 pazienti visitati in una sola settimana e almeno 80 sottoposti a esame ecocardiografico. I risultati dello screening forniranno lo stato di salute del sistema cardiovascolare di due diverse popolazioni: indiani ed esuli tibetani

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Rimini, 3 novembre 2008 - Hanno fatto rientro in patria i 9 medici di base riminesi, che coadiuvati da due specialisti in cardiologia, hanno portato a termine la seconda edizione della missione scientifico-umanitaria 'Cardiolab India 2008', svoltasi in India nello stato di Himachal Predesh.

 


La loro professione è stata posta al servizio dei cittadini indiani della città di Dharamsala e della comunità tibetana in esilio della adiacente McLeod Ganj per uno screening sul rischio cardiovascolare globale. L'iniziativa, che è stata patrocinata da Provincia, Comune, Ausl, Ordine dei medici di Rimini, è stata sponsorizzata da Bayer ma si è avvalsa anche di contributi di realtà locali come la Car la Civis e la Edile Carpentieri e che verranno destinati in massima parte al Tibetan Children Village.

 

La missione è stata organizzata e gestita assieme al locale Tibetan Delek Hospital e al Rotary Club di Dharamsala e ha fatto si che i nostri medici visitassero in una settimana di lavoro circa mille pazienti di cui una ottantina sottoposti ad esame ecocardiografico. Lo strumento è stato messo a disposizione dalla Esaote di Firenze. Secondo il due specialisti Luigi Rusconi e Daniele Pacassoni si è trattato di casi molto interessanti e lo stesso dott. Pacassoni ha dichiarato di aver visto più patologie rare, anche in bambini, in quei pochi giorni che in trent'anni di professione a Rimini.

 


I medici di base partecipanti erano: Franco Mandolesi, Melchisede Bartolomei, Leopoldo Rainone, Maurizio Della Marchina, Alfredo Pizzi, Davide Rinaldi, Paolo Angelini, Walter Vannucci, Giovanni Morolli. Molti di questi medici non erano mai stati in India, ma per tutti si è trattato di un'esperienza umana e professionale di grande impatto emozionale e culturale.

 


I risultati dello screening, ora in fase di elaborazione, ci diranno lo stato di salute del cuore e del sistema cardiovascolare di due popolazioni diverse per razza, cultura, abitudini alimentari e sociali ma che vivono nello stesso contesto ambientale. Già l'anno scorso erano stati visitati circa 800 profughi tibetani mentre quest'anno lo screening in questa popolazione è stato circoscritto a coloro che lavorano nella pubblica amministrazione del Governo Tibetano in Esilio.

 

Lo sreening sugli indiani era invece ad accesso libero. La partenza dei nostri medici ha coinciso con il ritorno del Dalai Lama a Dharamsala dopo il ricovero a Delhi per un'operazione di colecistectomia. I medici riminesi hanno visto Sua Santità, cittadino onorario di Rimini, alla festa del Tibetan Children Village. In quell’occasione il Dalai Lama ha espresso, per la prima volta in questi anni, la sfiducia e il pessimismo sui cosiddetti “negoziati” con Pechino che finora non hanno dato I risulati sperati. Intrattenendosi con Claudio Cardelli, coordinatore della missione, il Dalai Lama ha ringraziato per il sostegno politico e umanitario dell’Associazione Italia Tibet e ha ammesso di sentirsi "molto meglio ora che sono fuori dall'ospedale.."

 


Il progetto "Cardiolab" è iniziato a Rimini nel 2003 ed ha visitato oltre 35.000 pazienti in 120 città italiane. La provincia di Rimini e il Rotary Club Rimini Riviera hanno donato già due ambulanze al Delek Hospital e il progetto di cooperazione andrà avanti anche nel futuro magari spostandosi negli insediamenti tibetani dell'India del sud.
 










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LA FOTO DEL GIORNO

Medici riminesi in missione (foto omaggio)

Missione compiuta per 'Cardiolab'

Rimini, 3 novembre 2008 - Hanno fatto rientro in patria i 9 medici di base riminesi, che coadiuvati da due specialisti in cardiologia, hanno portato a termine la seconda edizione della missione scientifico-umanitaria 'Cardiolab India 2008', svoltasi in India nello stato di Himachal Predesh.

 


La loro professione è stata posta al servizio dei cittadini indiani della città di Dharamsala e della comunità tibetana in esilio della adiacente McLeod Ganj per uno screening sul rischio cardiovascolare globale. L'iniziativa, che è stata patrocinata da Provincia, Comune, Ausl, Ordine dei medici di Rimini, è stata sponsorizzata da Bayer ma si è avvalsa anche di contributi di realtà locali come la Car la Civis e la Edile Carpentieri e che verranno destinati in massima parte al Tibetan Children Village.

 

 

La missione è stata organizzata e gestita assieme al locale Tibetan Delek Hospital e al Rotary Club di Dharamsala e ha fatto si che i nostri medici visitassero in una settimana di lavoro circa mille pazienti di cui una ottantina sottoposti ad esame ecocardiografico. Lo strumento è stato messo a disposizione dalla Esaote di Firenze. Secondo il due specialisti Luigi Rusconi e Daniele Pacassoni si è trattato di casi molto interessanti e lo stesso dott. Pacassoni ha dichiarato di aver visto più patologie rare, anche in bambini, in quei pochi giorni che in trent'anni di professione a Rimini.

 


I medici di base partecipanti erano: Franco Mandolesi, Melchisede Bartolomei, Leopoldo Rainone, Maurizio Della Marchina, Alfredo Pizzi, Davide Rinaldi, Paolo Angelini, Walter Vannucci, Giovanni Morolli. Molti di questi medici non erano mai stati in India, ma per tutti si è trattato di un'esperienza umana e professionale di grande impatto emozionale e culturale.

 


I risultati dello screening, ora in fase di elaborazione, ci diranno lo stato di salute del cuore e del sistema cardiovascolare di due popolazioni diverse per razza, cultura, abitudini alimentari e sociali ma che vivono nello stesso contesto ambientale. Già l'anno scorso erano stati visitati circa 800 profughi tibetani mentre quest'anno lo screening in questa popolazione è stato circoscritto a coloro che lavorano nella pubblica amministrazione del Governo Tibetano in Esilio.

 

 

Lo sreening sugli indiani era invece ad accesso libero. La partenza dei nostri medici ha coinciso con il ritorno del Dalai Lama a Dharamsala dopo il ricovero a Delhi per un'operazione di colecistectomia. I medici riminesi hanno visto Sua Santità, cittadino onorario di Rimini, alla festa del Tibetan Children Village. In quell’occasione il Dalai Lama ha espresso, per la prima volta in questi anni, la sfiducia e il pessimismo sui cosiddetti “negoziati” con Pechino che finora non hanno dato I risulati sperati. Intrattenendosi con Claudio Cardelli, coordinatore della missione, il Dalai Lama ha ringraziato per il sostegno politico e umanitario dell’Associazione Italia Tibet e ha ammesso di sentirsi "molto meglio ora che sono fuori dall'ospedale.."

 

 


Il progetto "Cardiolab" è iniziato a Rimini nel 2003 ed ha visitato oltre 35.000 pazienti in 120 città italiane. La provincia di Rimini e il Rotary Club Rimini Riviera hanno donato già due ambulanze al Delek Hospital e il progetto di cooperazione andrà avanti anche nel futuro magari spostandosi negli insediamenti tibetani dell'India del sud.

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a cura di Matteo Leonelli