Clamorosa decisione della Buzzi Unicem: la fabbrica più antica di Santarcangelo, che aprì i battenti a fine '800 cesserà l'attività entro fine anno. Lo ha comunicato la dirigenza ai 64 dipendenti
Rimini, 4 novembre 2008 - Chiamatelo "effetto recessione". Che non guarda in faccia più a nessuno, e non risparmia nemmeno una delle fabbriche più antiche del Riminese. Anzi, per tutti a Santarcangelo la cementeria della Buzzi Unicem è "la fabbrica", la più antica (ha aperto i battenti alla fine dell’’800) e conosciuta della città. Una storia destinata a concludersi entro fine anno.
Così ha deciso la direzione di Buzzi Unicem, che ieri mattina ha comunicato la decisione di voler cessare l’attività il 31 dicembre ai sindacati e ai rappresentanti dei 64 dipendenti, nell’incontro presso la Confindustria. "Siamo giunti a questa decisione — spiegano i vertici di Buzzi, che vanta altre 11 cementerie in Italia e vari stabilimenti all’estero — perché la competitività della cementeria s’è progressivamente deteriorata negli anni, a causa degli aumenti di energia elettrica, combustibili, trasporti, materiali e servizi".
La carenza di materie prime, nonché "il progressivo avvicinamento dell’abitato intorno, hanno hanno reso impossibile la crescita della fabbrica". Non resta che chiudere insomma, per risparmiare almeno "5 milioni di euro all’anno". La Buzzi non fa cenno alle tantissime critiche subite in questi anni dai residenti di San Michele, contro i fumi e le polveri che provengono dallo stabilimento. E assicura che "una parte dei 64 addetti sarà ricollocata in altri stabilimenti". I sindacati non ci stanno, e annunciano la mobilitazione contro i vertici dell’azienda. Ma già ieri ci sono state alcune manifestazioni di protesta, e altre ne sono previste nei prossimi giorni.
Manuel Spadazzi
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