E' morto così un riminese di 37 anni. A trovarlo sono i ragazzi dai quali aveva passato la notte: due fratelli di Verucchio conosciuti al Sert. Gli operatori del 118 intervenuti non hanno potuto far altro che constatarne il decesso
Rimini, 13 novembre 2008 - Un cocktail di eroina e cocaina che non gli ha lasciato scampo. E’ morto così, l’altra mattina, un riminese di 37 anni. A trovarlo sono stati gli amici dai quali aveva passato la notte.
Amici che il giovane sembra avesse conosciuto soltanto il giorno precedente, proprio davanti al Sert di Rimini. Due fratelli di Verucchio che erano lì per la sua stessa ragione. Il riminese aveva in tasca un po’ di coca e di eroina e gli altri lo avevano invitato a casa loro, per una ‘festa’. L’ospite d’onore, naturalmente, sarebbe stata la droga che l’altro aveva in tasca.
Avevano cominciato a ‘farsi’ la sera ed erano andati avanti tutta la notte. Prima la coca poi l’eroina, e via così. Ma, mentre i due si ‘limitavano’ a sniffarla, il riminese se la iniettava direttamente in vena. Sia l’una che l’altra. C’era stato un momento durante la ‘festa’ che aveva dato addirittura in escandescenza. Era uscito da casa loro come un pazzo, cominciando a vagare per le strade, senza nemmeno rendersi conto di quello che stava facendo. L’avevano riportato dentro, e ricominciato il ‘rito’.
Era quasi l’alba, dicono, quando avevano deciso di andarsene a dormire, e lui aveva chiesto di potere rimanere lì. Non sarebbe stato certo in condizioni di tornarsene a Rimini. Ma ieri mattina, verso le 11, quando sono andati per svegliarlo, hanno scoperto che non si muoveva più. Passato dal sonno alla morte senza accorgersene. Hanno chiamato l’ambulanza, nella speranza che ci fosse ancora una possibilità di salvarlo. Ma gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. I due fratelli sono stati sentiti a lungo ieri pomeriggio dai carabinieri che stanno ancora cercando di ricostruire la notte brava che è costata una vita.
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