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BASKET LEGADUE, TERZO QUARTO FATALE CON VEROLI

I Crabs a marcia indietro

I 'granchi' rimangono in partita solo per metà gara, poi c'è solo la Prima Veroli. Per i cestisti riminesi si tratta della quarta sconfitta interna su 5 esibizioni

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Crabs (foto Bove) Rimini, 24 novembre 2008 - Brusco ritorno all’antico. Cioè all’epoca (recente) delle sconfitte in serie al “105”, della mancanza di energia, del caos, delle faccine tristi. Dall’esaltazione per il blitz al PalaCattani alla brutta figura rimediata con Veroli il passo è breve, una settimana appena e le cose cambiano. In peggio. Molto in peggio. E Sacco, che è un buon tecnico ma non ha la bacchetta magica, avrà parecchio da lavorare per riordinare le idee ai suoi.
 

 

E’ Rinaldi, quando si comincia, la principale opzione dei granchi. Tommy è bravo a farsi trovare sugli ‘scarichi’, così come è attivo a rimbalzo e trasforma i liberi che si procura. Sulla sua spinta Rimini si issa a +6 (13-7), per subire poi il ritorno di Veroli, che risale la corrente aggrappandosi a un efficace pressing. Intanto Kesicki spende velocemente 3 falli, mentre il ‘dirimpettaio’ Hines è a quota 2.

 

La Prima adesso difende forte, va decisa con i raddoppi e la circolazione dei Crabs ne risente (17-18, il sorpasso è di Nissim dall’arco). Secondo periodo e dopo qualche minuto si accende McCray: l’ala è felice dalla lunetta, da tre, in campo aperto e i biancorossi tornano a respirare (34-28). Sulle proteste del coach ospite Trinchieri arriva un primo ‘tecnico’, quindi la grande T si abbatte pure su Antonello Riva, vecchia gloria azzurra e ora gm della Prima. I granchi capitalizzano (pur non convertendo in canestri gli extra-possessi) e all’intervallo è +8. Oltre Kesicki, problemi di falli per Zanus (3 pure lui, come ne hanno 3 i due centri ciociari, Hines e Bianchi).

 

Nel terzo quarto il match si decide. Rimini cerca i suoi lunghi ma il raccolto è arido, con banali errori da sotto per Rinaldi e soci. L’energia di Veroli è nettamente superiore, sulle palle vaganti i granchi arrivano sempre dopo. E il vento ora spira tutto a favore dei laziali, che impattano con Mian (45 pari) e se ne vanno, trascinati da un Allen che si cala nella gara da leader vero dopo le titubanze dei primi 20’. Sale in cattedra il maturo califfo della Prima e si eclissa, in tutti i sensi, Goss. Sì, perché a 1’58’’ dalla penultima sirena il play dei granchi, mai in partita, si fa espellere per un fallo a terra su Mian.

 

Il ‘vecio alpin’ imbuca solo un libero, però sul possesso Allen — e chi altri? — va da tre per il +11 Veroli (47-58). Scarone prova a scuotere i suoi, Gurini ‘ruba’ e fugge in contropiede, tanto per mandare qualche segnale. Ma nell’ultimo spicchio di gara c’è sempre e solo la Prima, con Rimini che arremba confusamente, che perde i palloni contro le mille braccia degli avversari. E quando anche Migliori la mette dall’arco, parecchi tifosi riminesi si infilano il giubbotto e sfollano dal palazzo (58-75, 4’30’’ alla fine). Gli ‘assenti’, in questo caso, non hanno torto, poiché l’ardore dei granchi non può nulla contro un Veroli che amministra senza patemi il vantaggio, per un successo esterno che non fa una grinza. Per i regrediti Crabs, siamo a 4 stop interni su 5 esibizioni. Onestamente, si può fare meglio.

 

CRABS RIMINI: Goss 2 (1/4, 0/4), Scarone 23 (5/7, 2/4), McCray 23 (5/6, 2/3), Rinaldi 13 (5/14, 0/1), Kesicki 4 (2/3); Zanus Fortes (0/3), Pinton 2 (1/1, 0/2), De Pol 3 (1/2), Gurini 2 (1/2, 0/1), Moreno ne. All. Sacco.
PRIMA VEROLI: Allen 15 (4/7, 2/5), Nissim 14 (0/2, 2/7), Mian 19 (3/3, 4/5), Gatto 12 (2/2, 2/3), Hines 8 (3/7); Bianchi 4 (2/3), Migliori 3 (0/1, 1/2), Rossi 4 (0/1, 0/2), Rezzano 3 (1/3 da tre), Plumari ne. All. Trinchieri.
Arbitri: Biggi, Caroti, Masi.
Note – Parziali: 19-18, 41-33, 56-63. Tl: Rimini 18/24, Veroli 18/20. Espulso Goss.

 


 

LE PAGELLE

GOSS 4. La sua partita già era mediocre (12% al tiro, 4 perse), ma l’essersi fatto ingenuamente espellere per un fallo su Mian è davvero imperdonabile. Sì, perché ha lasciato i granchi ‘orfani’ di una guida, proprio mentre Veroli stava scappando via. Significativa pure la statistica relativa al plus/minus. Nei suoi 21’ sul parquet, Crabs a -17. Dopo i fuochi d’artificio con Imola, una serataccia da dimenticare in fretta.
SCARONE 6,5. Si prende il primo tiro a 2’25’’ dall’intervallo (bomba a bersaglio), quindi comincia a mettersi in proprio nel terzo periodo, quando vede che la barca comincia ad affondare. Si sbatte per 36’ e le cifre sono con lui (64% dal campo, appena 2 perse a fronte di 7 recuperi per un +26 di valutazione). Peccato che a fianco avesse pochi ‘alleati’.
McCRAY 6. Sfrutta qualche isolamento e se può correre diviene inarrestabile. Insomma, i suoi ‘mattoni’ in attacco li porta e a rimbalzo dà una mano (6 difensivi). Dietro però non è incisivo.
RINALDI 5,5. Viene cercato con insistenza e non esita a prendersi i suoi tiri. Peccato solo che dopo l’incoraggiante avvio (9p in 10’ con 3/6 su azione) si smarrisca, subendo oltre il lecito la fisicità dei lunghi avversari. Chiude col 33% dal campo e a rimbalzo lascia qualcosa (6 catturati in 35’, Rimini ne artiglia 9 in meno di Veroli...).
KESICKI 4,5. Ancora morbido, ingenuo, impalpabile. Mette assieme 3 falli in 6’, resta una vita in panca e quando rientra che fa? Spende il quarto dopo 2’’, così in questa partita non entra mai, nemmeno per sbaglio.
PINTON 5,5. Muove bene i piedi in difesa, mentre in attacco non riesce ad avere impatto (solo una bella entrata finisce a referto, sul ferro invece le due triple tentate).
GURINI 6. Si sfila la tuta solamente a metà del terzo periodo, quando Veroli comincia ad andarsene. Si dà da fare, al solito, tra recuperi (3) e assist (2), ma non può cambiare l’inerzia di una partita ormai in mano ai ciociari.
DE POL 4,5. Poco e niente nei suoi 19’, con un’assoluta latitanza sotto i tabelloni (zero rimbalzi). Passano le domeniche e il recupero fisico dell’ex azzurro è ancora là da venire.
ZANUS FORTES 5. Dopo essersi esaltato contro l’imolese Bunn, il centro veneziano non si ripete. Per lui falli spesi malino e polpastrelli gelidi dal campo e dalla lunetta. Due i recuperi e nessun rimbalzo in 17’.

 

 

Alberto Crescentini










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