Sono un'ottantina le scuole riminesi ad essere sottoposte allo studio messo a punto dal Comune in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna e quella di Architettura di Venezia per il controllo della capacità di resistenza sismica
Rimini, 26 novembre 2008 - Edifici scolastici in pericolo a Rimini? No, sono troppo ‘giovani’: quasi tutti non superano i trent’anni di età. L’ingegner Massimo Totti, direttore Infrastrutture, mobilità e ambiente per il comune di Rimini, è tranquillo per quanto riguarda la situazione stabilità delle scuole che fanno parte del patrimonio immobiliare comunale: ottanta su circa 250 edifici.
Ciò non toglie che l’amministrazione tenga la guardia alta. Dimostrazione ne è il complesso studio messo a punto dal Comune in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna e quella di Architettura di Venezia (i docenti impegnati in tale studio sono il professor Pier Paolo Diotallevi per Ingegneria e Angelo Di Tommaso per Architettura). L’analisi degli edifici ha come obiettivo la completa valutazione della loro capacità di resistenza a eventuali eventi sismici.
Rimini, infatti, dal settembre 1983 è stata inserita nella mappa delle zone a rischio terremoto. Da qui la necessità da parte del Comune di capire come siano messi i suoi edifici. Una selezionata squadra di tecnici ha già iniziato a compiere il complesso lavoro ed ha provveduto all’acquisizione di tutte le informazioni relative ai 250 edifici comunali. Informazioni che riguardano l’intera storia dei fabbricati: si va dalle prime richieste di costruzione fino all’analisi dei materiali impiegati per la costruzione.
Fatta questa gigantesca ricerca, è stata individuata una serie di parametri, indicatrice di problemi nel caso si presentino situazioni critiche quali, appunto, i terremoti. E’ poi stato dato un punteggio che, inserito in un determinato programma, ha calcolato un punteggio in base al quale i tecnici valuteranno quali sono gli stabili che hanno bisogno di un ulteriore e ancora più approfondito controllo. In questo caso, tanto per fare un esempio, verranno effettuati anche dei carotaggi per stabilire la solidità del cemento.
Naturalmente per fare questo servono non pochi fondi, sottolinea l’ingegner Totti, e queste ulteriori analisi non potranno essere certo messe in campo tutte in una volta. Ma secondo una ricerca elaborata dall’ufficio studi della Uil Scuola nazionale nel 2004, Rimini già figurava al terzo posto per la messa a norma delle scuole. Facendo poi una riflessione su quanto accaduto nel liceo torinese, dove il crollo di un soffitto ha causato la morte di uno studente e il grave ferimento del suo compagno di banco, Totti si sente piuttosto tranquillo. "Da quello che si è potuto capire si trattava di un vecchio solaio — afferma — costruito con tecniche arcaiche, in più c’era un tubo che perdeva. E anche la vetustà dei materiali ha sicuramente inciso. E’ una situazione limite: da noi c’è molta sorveglianza, specialmente se si tratta di edifici scolastici".
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