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SOCCORSI STRADALI ‘PILOTATI’

Altri vigili urbani indagati
per abuso d’ufficio

L'inchiesta della Finanza è alle ultime battute, ma il numero di indagati tra gli agenti di polizia municipale aumenta. Secondo l'accusa solo un' azienda di soccorso stradale recuperava auto incidentate per conto della municipale

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Polizia municipale (foto Fiocchi) Rimini, 1 dicembre 2008 - Altri agenti della Polizia municipale indagati nell’ambito dell’inchiesta sui soccorsi stradali ‘pilotati’. Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza e per cui il pubblico ministero Luca Bertuzzi aveva chiesto una proroga di sei mesi, sembrano essere alle ultime battute, ma con la registrazione nel registro degli indagati di altri vigili urbani. Il reato sarebbe sempre quello di abuso d’ufficio, anche se per ora gli inquirenti preferiscono mettere il top secret.

 


L’inchiesta era scattata dopo un esposto presentato nel febbraio del 2004 da quattro ditte di soccorso stradale riminesi. Secondo la denuncia, solo un’azienda loro concorrente, la Clipper, andava ad effettuare i recuperi delle auto incidentate, per conto dei vigili urbani, e anche di altre forze dell’ordine. Nell’esposto avevano messo nero su bianco i numeri degli incidenti stradali avvenuti, con i relativi recuperi fatti dalle cinque ditte.

 

Numeri, secondo loro, che andavano a dimostrare come la Clipper fosse stata privilegiata oltre misura. Poi, nell’estate del 2007, c’era stato il blitz delle Fiamme Gialle che erano andate negli uffici della Polizia municipale e presso la Polizia stradale, sequestrando un bel po’ di documentazione. Otto, le persone che erano finite sotto inchiesta, primo fra tutti Pasquale Busignani, della Clipper, i suoi due figli e alcuni vigili urbani.

 

Le accuse erano state però respinte ad oltranza. Oltre ai vigili, i quali avevano spiegato le modalità e la turnazione dei recuperi che provavano (carte alle mano) come non fossero stati fatti favoritismi di alcun tipo, anche Busignani aveva negato, spiegando che se avevano lavorato più degli altri era dipeso soltanto dal fatto che avevano lavorato sodo e soprattutto avevano fatto prezzi più bassi delle altre ditte.

 

C’era stato addirittura un periodo, avevano spiegato alla Clipper, in cui gli stessi agenti della Polizia municipale a quelli che avevano bisogno di trasportare un’auto incidentata, distribuivano un foglio con i nomi di tutti i carri attrezzi, ma quella della Clipper era l’unica tariffa che compariva, in quanto le altre ditte non avevano aderito all’invito del Comune di comunicare i prezzi. Successivamente era stata siglato un protocollo dalle cinque aziende di soccorso stradale, e la turnazione aveva sempre funzionato, senza eccezioni.
Adesso però, crescono gli indagati tra i vigili urbani, un coivolgimento arrivato dopo il vaglio da parte dei finanzieri dell’intera documentazione sequestrata.










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