Per far fronte alla crisi la Regione ha presentato il nuovo 'Piano poliennale 2009-2011' utile a pianificare investimenti e strategie per il sostegno del settore. Per il sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla sarà necessaria la piena collaborazione tra Governo, Regione, enti locali ed imprese
Riccione, 2 dicembre 2008 - Il turismo emiliano-romagnolo risente della congiuntura economica, così dopo una crescita costante registrata nel decennio 1997-2007, i dati provvisori per il 2008 indicano una lieve flessione per gli arrivi (-1,7%) e per le presenze - 2,2%. Solo nel 2007 la regione aveva intercettato il 9% degli arrivi e il 10% delle presenze del totale nazionale, con un incremento rispetto al 2006 rispettivamente del del 4% e dell'1,8%.
Se n'è discusso oggi a Riccione in occasione della 'Conferenza regionale del turismo dell'Emilia Romagna, alla quale sono intervenuti il presidente della Regione Vasco Errani e il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla e l'assessore regionale al Turismo Guido Pasi. Un'occasione per annunciare il nuovo Piano poliennale 2009-2011: strumento regionale che verrà approvato all'inizio dell'anno prossimo e che consentirà di pianificare investimenti e strategie per il turismo regionale.
"La nostra regione - ha ricordato il presidente Errani - rappresenta indubbiamente uno dei punti di eccellenza del sistema turistico nazionale. Occorre continuare a lavorare sulla strategia di convergenza pubblico e privato, sancita dalla legge 7 sul turismo, migliorando ulteriormente modalità e sinergie. In questo modo potremo dare un contributo al sistema Paese". Errani ha sottolineato inoltre la necessità "di investire su temi quali l’innovazione, l’ambiente e la qualità. E per qualità non intendo solo l’ambito ricettivo, ma la qualità sociale del territorio. Solo così potremo rafforzare il carattere strategico dell’industria dell’accoglienza".
"L'esperienza dell'Emilia-Romagna è da guardare con molta attenzione e, per certi versi, da mutuare". E' con queste parole che Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, ha aperto il suo intervento. A suo giudizio, il piano poliennale del turismo presentato oggi è una "strada giusta da seguire": lo dice auspicando che la piena collaborazione tra Governo, Regione, Enti locali ed imprese sia la via giusta per avviare "una politica nazionale del turismo degna di questo nome". Per dar vita ad una politica del turismo, che rilanci e dia stabilità al settore, Brambilla ha convocato a metà dicembre gli "Stati generali" del settore.
Con tutti gli operatori, le Regioni e gli enti ministeriali si discuterà con l'obiettivo di "elaborare una strategia che possa permettere di affrontare il 2009 che porta il rischio concreto di una performance negativa più del 2008", anno in cui per la prima volta il settore turistico ha fatto registrare un "segno meno". Un dato da cui partire per far sì che il recesso "non diventi strutturale", spiega. "Dall'1 gennaio do la mia disponibilità a sostenere attraverso accordi di programma i progetti sui quali l'intervento dello Stato può essere importante", si impegna " e i tecnici del mio Dipartimento saranno al lavoro per dare il nostro apporto alla vostra strategia".
Nel settore turistico continua la Brambilla, "siamo rimasti indietro e la crisi non ci aiuterà a recuperare terreno", ma rispetto agli ultimi 20 anni, in cui la politica "ha dormito", oggi le cose sono cambiate e "si comincia a guardare al turismo per l'importanza che riveste" sostenendo prima di tutto le imprese che operano nel settore, ma anche realizzando reti di trasporti idonee e politiche fiscali che stimolino gli investimenti in questi settori. In proposito, Brambilla ricorda gli interventi del governo in materia di Irap, Ires e il "time out" decretato per gli studi di settore, "strumento concepito quando l'economia era in crescita cui bisognava mettere mano".
Un altro tema su cui "nei giorni scorsi abbiamo trovato un'intesa" è quello dei beni demaniali marittimi in relazione alle concessioni turistiche: materia su cui "mettere ordine per disporre di norme più semplici e chiare a vantaggio degli operatori turistici". Anche sul fronte della formazione "c'è tanto da fare" visto che esistono circa 70 Facoltà di scienze del turismo che operano tra loro in modo sregolato e per questo "abbiamo indetto un comitato di studio per unificare l'offerta universitaria" in questo campo.
Da ultimo, il sottosegretario richiama l'importanza del turismo congressuale che permette di destagionalizzare la domanda, ma "bisogna essere certi che dove ci sono i poli congressuali ci sia una rete di trasporti adeguata. In proposito "l'aeroporto di Rimini deve essere in grado si di fornire un adeguato supporto, cosa che oggi non fa" sostiene Brambilla prima di lanciare un'ultima proposta, quella pel "turismo sociale" per anziani e diversamente abili. E' una domanda (che ad esempio arriva dalla Germania) che trova raramente risposta e su cui ci sono sei "progetti pilota" in sei città di mare e di montagna.
"La parola d'ordine è destagionalizzare e potenziare la nostra offerta alternativa", conclude Brambilla che ricorda: "La cosa più importante oggi è serrare le fila" perchè "se, passata la tempesta, ci trovassimo con gli stessi problemi che avevamo prima di questa crisi sarebbe un grande guaio". Rivolgendosi al presidente della Regione, Vasco Errani aggiunge "per me è una sfida che non ha colore politico e che ci vede tutti insieme".
Dopo una serie di vittorie sia a livello giovanile che assoluto, questo ragazzo che difende i colori della Tricolore Reggio Emilia è pronto a pensare in grande, a partire dalla possibile partecipazione ai Mondiali in vasca corta a Città del Messico e quelli in vasca lunga a Melbourne, sino alle paraolimpiadi in programma tra quattro anni
LEGGI L'ARTICOLO