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CRISI LE CIFRE DEL SINDACATO

Centinaia di lavoratori disoccupati
"Emergenza mai vista"

La Cgil lancia l'allarme: "Sono 1228 i lavoratori licenziati o cassaintegrati nel riminese e per altri 400 sono in corso le procedure di cassa integrazione. Gli enti locali intervengano riducendo spese e bloccando imposte e rette"

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Rimini, 3 dicembre 2008 - "Ma la Provincia e i Comuni si sono resi conto di quale crisi stiamo attraversando?". Secondo la Cgil di Rimini no, "altrimenti gli interventi per superare questo periodo così duro sarebbero stati altri". Non accadeva da tanti anni "che tante aziende chiudessero o mettessero in cassa integrazione i loro addetti". Nelle ultime settimane la situazione è decisamente precipitata.

 

Attualmente i lavoratori licenziati o in cassa integrazione nel Riminese sono 1228, "e per altri 400 dipendenti — annuncia Graziano Urbinati di Cgil — sono in corso le procedure di cassa integrazione". "A Rimini stiamo assistendo continuamente a licenziamenti, chiusure di piccole e medie imprese — rincara il segretario provinciale di Cgil, Meris Soldati – E oltre ai 1200 lavoratori già in mobilità o in cassa integrazione, non ci possiamo dimenticare i 1000 precari che, nel 2009, vedranno certamente non rinnovati i loro contratti".

 

"Questa crisi — continua la Soldati — va a colpire una situazione particolare come quella riminese, dove abbiamo da un lato gli stipendi più bassi in Emilia Romagna, e, dall’altro, una continua ascesa dei prezzi e dell’inflazione". Anche per questi motivi la Cgil si aspetta una partecipazione massiccia allo sciopero generale nazionale indetto per il 12 dicembre, a Bologna. Per la manifestazione il sindacato ha già prenotato 24 pullman, "e ne serviranno probabilmente ancora".

 

E poi ci sono tutti quelli che andranno in treno o in auto. Si punta a 1500-2000 partecipanti da Rimini. Ma la protesta non sarà soltanto contro il governo. Che pure, secondo la Cgil, ha le maggiori colpe. "Sono stati stanziati appena 6 miliardi di euro per le misure anti-crisi, mentre in Inghilterra hanno varato una manovra da 24 miliardi, e in altri paesi i piani sono da 15, 16 miliardi".

 

Ma il sindacato, come già nella conferenza economica di alcuni giorn fa, torna ad appellarsi anche ai Comuni. Chiedendo "il blocco delle tariffe", il sostegno ai lavoratori e alle famiglie usando parte di quei 1,5 milioni di euro stanziati dalla Provincia per il nuovo fondo anti-recessione. Alle imprese la richiesta è di evitare, per quanto possibile, i licenziamenti, e utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali possibili. Nonostante questo alcune aziende, come Lazzari e Buzzi Unicem, hanno già annunciato di voler chiudere i battenti. La Scm ha messo in cassa integrazione 170 lavoratori, e vuol mandarne altri 340.

 

E la cassa integrazione, per una parte dei dipendenti, è già stata attivata in aziende come Valentini, Pesaresi, Zincaturificio romagnolo, Verni, Trevi. E persino il Grand Hotel di Rimini sta portando avanti la trattativa per passare da annuali a stagionali 25 dipendenti. "La crisi sta colpendo soprattutto il settore della metalmeccanica, e l’artigianato. Nell’ultimo mese — rivela Urbinati — le imprese artigiane che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione sono ben state 46 (su 175, fin qui, nel 2008), i dipendenti messi in mobilità o in cassa integrazione a ottobre sono stati 91 (sui 332 totali nell’anno in corso)".

 

In un momento come questo Cgil chiede allora anche a Comuni e Provincia di "ridurre gli sprechi e le spese d’immagine e rappresentanza. Il Capodanno no, ci può stare, è un evento promozionale e che ha un suo indotto — precisa la Soldati — Ma è ora che inizino a pagare per la diretta Rai le attività economiche che traggono i maggiori benefici, e che vengano eliminati i costi inutili, come la cena per le autorità (che quest’anno non si farà, ndr)". All’appello della Cgil si unisce anche Confcommercio, che chiede ai Comuni di "bloccare la Tarsu, l’Irpef e tutte le altre imposte e rette", e alle banche di "sostenere il credito alle imprese e ridurre i tassi di interesse".

Manuel Spadazzi










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