Per il conduttore toscano Rimini è la città della festa per antonomasia, dove festeggiare fine anno ha un significato particolare. Non solo, ritiene che attorno a questo show, che registra uno share del 70-80%, vi sia una valenza promozionale sia a breve che a lungo a termine di prim'ordine
Rimini, 4 dicembre 2008 - Capodanno tivù, ma i conti tornano? Quello con la maiuscola è dato per sicuro. Altro è il puro calcolo costi-benefici, questione antica come il tubo catodico: da una parte il partito dei lustrini, dall’altra i custodi dell’ortodossia contabile. Carlo Conti ovviamente sta col primo. "Sono contento di tornare a Rimini... il calore della piazza... la festa degli italiani".
Sì, d’accordo, ma veniamo ai fatti. Lo sa che vi accusano di aver confezionato un menù di ‘bolliti’?
"Bolliti chi? I Pooh, Paola e Chiara, Gloria Gaynor sono grandi artisti. Il cast è quello giusto, perfetto per la festa degli italiani che si celebra sulla Rai per scandire la mezzanotte. Talmente giusto da aver costretto la concorrenza a cancellare i programmi di Capodanno. Facciamo il 70-80 per cento di share, i numeri parlano da soli. Tutto il mondo fa festa con le canzoni della regina della discomusic, noi portiamo in piazza l’originale".
Ma a chi non arriva più a fine mese balla solo la cintura. Per farla breve: con questi chiari di luna è ancora lecito spendere certe cifre per una diretta tivù? "Allora non si deve fare più niente. Parliamo piuttosto dall’indotto che una simile manifestazione porta alla città di Rimini. Calcolato questo, credo sia opportuno ridurre al minimo la spese, eliminare il superfluo, e questo mi risulta sia stato fatto".
Ci spieghi come. "E’ sparita la tensostruttura che accoglieva gli ospiti e le autorità. Un taglio doveroso, imposto dalla necessità di limare i costi senza intaccare la bontà del programma. Credo che le precedenti edizioni abbiamo dimostrato che il ritorno c’è ed è tangibile. Hotel col tutto esaurito, boom di presenze, un enorme spot per la riviera che ha ricadute importanti sulla stagione turistica".
Una sorta di Carosello per l’estate, vuole dire questo?
"Nessuno può mettere in dubbio la valenza promozionale dell’evento, nel presente ma anche a lungo termine. La diretta Rai porta soldi, visibilità, giro. Rimini è ormai il Capodanno degli italiani. Spenti i riflettori sulla piazza, resta il gusto e il sapore di una città che gli italiani associano alla festa. Sono finiti i tempi delle vacche grasse, gli eventi vanno gestiti con parsimonia, però la musica va avanti...". Dipende da come si guarda la bottiglia di spumante: chi la vede mezza piena, chi mezza vuota. Punti di vista che - Conti o no - non si incroceranno mai. Tutta colpa della tivù: quando c’è fa rumore, ma a spegnerla viene la malinconia.
Carlo Andrea Barnabè
Dopo una serie di vittorie sia a livello giovanile che assoluto, questo ragazzo che difende i colori della Tricolore Reggio Emilia è pronto a pensare in grande, a partire dalla possibile partecipazione ai Mondiali in vasca corta a Città del Messico e quelli in vasca lunga a Melbourne, sino alle paraolimpiadi in programma tra quattro anni
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