L'Università di Bologna ha condotto uno studio per tracciare l'identikit del turista che non sceglie come meta la Riviera: per il 30,8% sono uomini, soprattutto diplomati e scartano i lidi riminesi per via del mare sporco, per l'ambiente sociale o per la carenza di attrattive culturali
Rimini, 4 dicembre 2008 - Per la Provincia di Rimini da oggi non esistono più solo turisti e residenti, ma anche i ‘non turisti’. A dare un volto a questa nuova categoria ci ha pensato l’Agenzia marketing turistico Riviera di Rimini che, insieme a Camera di Commercio e Convention Bureau, ha condotto uno studio per analizzare le preferenze dei non-clienti, cioè di quanti non hanno scelto di trascorrere le vacanze a Rimini negli ultimi cinque anni. E l’analisi, realizzata dal polo Riminese dell’Università di Bologna ha rivelato vere e proprie sorprese, come ad esempio una “debolezza” inattesa della riviera nell’attirare i giovani con meno di 24 anni.
La ricerca vuole spiegare come mai, per certi target di turisti, la Riviera non è più ‘appetibile’. Per farlo traccia un vero e proprio identikit del turista che non sceglie come meta il riminese: si tratta prevalentemente di giovani di classe media, diplomati e di genere maschile. Dalla ricerca emerge che i ‘non turisti’ della riviera sono per il 30,8% uomini, fanno in media una vacanza lunga e due brevi e prenotano tramite agenzie di viaggio (per il 25%) o internet (per il 19%). In non clienti sono soprattutto diplomati, mentre in Riviera è più facile trovare sia laureati che persone che non hanno fatto studi superiori.
La quota di non clienti con un’età sotto i 24 anni è del 22,7% (gli under 24 che ci vanno sono invece il 12,8%), mentre in Riviera si registra una presenza del 52,8% di turisti con più di 45 anni (i non clienti di questa fascia d’età sono il 40,9%). Dall’indagine, relativa a 2007 e 2008, realizzata attraverso 1.184 interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana, però emergono anche notizie confortanti. L’8,5% dei non clienti infatti indica comunque tra le proprie preferenze la Riviera di Rimini, spesso considerata tra le destinazioni prescelte al momento di programmare le vacanze.
E difatti, la 'marca' Riviera di Rimini ha un ottimo posizionamento sia nazionale (si colloca subito dopo la Sardegna) che internazionale: Rimini infatti e' seconda solo alla Spagna, ma viene prima di Croazia e Grecia, tra i desideri degli intervistati. Un dato confortante, che dimostra come "Rimini sia ancora nei sogni degli italiani" spiega Attilio Gardini, che ha condotto la ricerca. Tuttavia questo dato positivo fatica a tradursi in un equivalente successo sul mercato dei nuovi clienti, visto che dell'8,5% di non turisti che prendono in considerazione Rimini, solo il 2,1% poi prenota effettivamente. Rimini insomma perde per strada i vantaggi del suo buon posizionamento sul mercato.
Ma perchè dopo aver in un primo momento preso in considerazione la Riviera, alcuni turisti poi decidono di andare altrove? Il 33,96% degli intervistati scarta la Riviera per il suo ambiente sociale (molti hanno risposto semplicemente "non fa per me"), il 22,64% ritiene ci sia troppa confusione, il 18,87% ci è già stato e pensa che non valga la pena tornare. Seguono poi motivazioni come il mare sporco (un problema per il 15,1% dei non turisti) e difficoltà di accesso segnalate dal 5,66% degli intervistati. Dunque qualità dell'ambiente urbano, carenza di attrattive culturali e confusione sembrano essere le 'carenze' percepite dal segmento di non turisti che in un primo momento si interessano alle destinazioni riminesi, ma poi le scartano.
La convenienza della Riviera economica invece è un 'plus' riconosciuto anche dai non clienti, non basta però a indurli a preferire la riviera ad altre destinazioni. E' per questo che Gardini traccia anche una serie di strategie da mettere in campo per superare questi gap, precisando poi che alcune carenze "sono soltanto percepite" dal gruppo di intervistati. E allora occorre investire sulla comunicazione (per sottolineare gli elementi di innovazione e qualificazione che i clienti che tornano ogni anno già conoscono) ma anche integrare l'offerta di vacanza "sole, mare e divertimento" ritenuta "non più sufficiente" spiega Gardini, con maggiore offerta in termini di cultura, enogastronomia e terme, intercettando così anche i non turisti più esigenti.
Dopo una serie di vittorie sia a livello giovanile che assoluto, questo ragazzo che difende i colori della Tricolore Reggio Emilia è pronto a pensare in grande, a partire dalla possibile partecipazione ai Mondiali in vasca corta a Città del Messico e quelli in vasca lunga a Melbourne, sino alle paraolimpiadi in programma tra quattro anni
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