Dopo la definizione del direttivo del Popolo delle libertà riminese, si passerà alla scelta dei candidati alle cariche di sindaco e presidente della provincia. La prima dote risciesta a costoro sarà l’”intransigenza morale”
Rimini, 19 dicembre 2008 - Il Pdl è ormai ai blocchi di partenza in provincia di Rimini: dopo una riunione flash del coordinamento del Pdl di Rimini questa mattina, sono stati presentati ufficialmente i membri del direttivo provinciale, l’organismo chiamato ad esprimere gli indirizzi dell’azione politica del nuovo partito unico e quelli della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 7 giugno. E infatti, tra le prime questioni di cui il direttivo dovrà occuparsi c’è quella delle primarie per la scelta dei candidati.
Ma per decidere “se e come farle”, dice il coordinatore provinciale di Fi Rimini, Marco Lombardi, “ci vogliono dati tecnici e regole” che verranno affrontati nei prossimi incontri. Sul nome del candidato Pdl alla Provincia Lombardi non si sbottona e taglia corto: “Sarà il migliore possibile” mentre promette che a Bellaria, già a fine gennaio verrà fatto il nome del candidato sindaco. Alla prima riunione operativa del direttivo, prevista per il 19 gennaio, si dovrà anche provvedere alla definizione dei vari coordinamenti comunali e discutere di come integrare in futuro le forze ‘alleate’ come Repubblicani e Socialisti.
“Abbiamo cercato di mettere in campo le nostre forze migliori”, afferma Lombardi, che ha tenuto a battesimo il nuovo direttivo insieme al coordinatore di An, Gioenzo Renzi. Tra i membri del direttivo provenienti da Forza Italia ci saranno tra gli altri il deputato Sergio Pizzolante, il capogruppo di Fi in Provincia Fabrizio Miserocchi, e quello in Comune, Alessandro Ravaglioli. Non mancheranno presenze femminili (il direttivo e’ costituito per il 33% da donne) come quella della vice presidente del consiglio provinciale Samantha Coelati Rama e della consigliera del Comune di Riccione, Franca Mulazzani. Del direttivo faranno parte anche membri della società civile come Antonello Cimatti o Mauro Gardenghi di Confartigianato, che per Lombardi dovranno essere dei “sensori ben piantati nella societa’”.
Una scelta, quella di includere componenti della società civile che viene spiegata da Lombardi: “Forza Italia aveva la possibilità di inserire più persone nel direttivo, abbiamo fatto la scelta di coinvolgere anche membri della società civile, che avessero espresso gia’ un impegno politico in senso lato”. I membri del direttivo provenienti da An invece sono otto e ricoprono incarichi istituzionali, a partire dal vice presidente del coordinamento di An, Maurizio Carli e dai consiglieri comunali Oronzo Zilli e Pasquale Barone.
“Anche a Rimini, cosi’ come a livello nazionale siamo obbligati a creare un soggetto unico perchè sono i nostri elettori che ce lo chiedono” afferma Lombardi. Non come in casa Pd, spiega Lombardi, dove c’è stata una “manovra di vertice imposta alla base”. Anzi aggiunge, “quella di Rimini è un’isola felice dal punto di vista della convivenza tra An e Forza Italia”, visto che invece “in altre parti della nostra regione ci sono conflitti personali e politici ben più profondi delle normali scaramucce”. E, anche se la composizione del nuovo organismo è frutto di proporzioni “indicate dall’alto”, spiega Lombardi, “ognuno vale per quello che riesce a mettere in campo” senza guardare alle percentuali.
Tornando alla campagna elettorale, Renzi richiama l’attenzione su quello che dev’essere un principio fondamentale da rispettare, l’”intransigenza morale”, che sarà alla base della scelta della classe dirigente del Pdl, selezionata per “onestà, merito, capacità e consenso” dice Renzi. Gli fa eco Lombardi che aggiunge: “Se in passato abbiamo fatto campagne di bandiera, oggi per quanto riguarda la Provincia e molti comuni, c’è la possibilità concreta di vincere”. Nessuna candidatura di bandiera o ‘bandierina’, sceglieremo “persone che possono capitalizzare al massimo il consenso elettorale”, concorda Renzi, convinto delle possibilità di vittoria per il Pdl oltre che in Provincia e a Bellaria, anche nei piccoli comuni di Saludecio, Montescudo e Gemmano, e di una riconferma a Montefiore e Morciano.
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