Bloccato cento metri dopo dai poliziotti. L'accusa: mercoledì sera nel parco di piazzale Carso aveva assalito un coeateno del suo gruppo di ‘punkabbestia’
Rimini 22 dicembre 2008 - Piccolo e agile come un gatto, aggressivo e violento come una tigre. D. I., 21 anni riminese, è stato arrestato sabato pomeriggio dai poliziotti della squadra mobile con l’accusa di tentato omicidio. Mercoledì sera nel parco di piazzale Carso ha aggredito a coltellate un coeateno del suo gruppo di ‘punkabbestia’. Gli investigatori gli hanno dato la caccia per giorni fino a che sabato pomeriggio lo hanno rintracciato nel parco che di piazzale Kennedy.
Ma una volta ammanettato e portato in questura, ha improvvisamente aperto una finestra e si è scaraventato di sotto su un balconcino molto laterale rischiando di sfracellarsi di sotto. Si è rialzato e, sempre con le mani serrate dalle manette, si è messo a correre per i tetti. Nonostante abbia percorso un centinaio di metri, gli agenti pochi minuti dopo lo hanno bloccato in piazzetta San Martino. Arrestato dovrà rispondere anche di evasione.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 18.30. Il gruppo di punck a bestia riminesi staziona nel parco di piazzale Carso. Tra Ioni e la vittima dell’aggressione c’è della vecchia ruggine per un litigio che si era concluso con la madre dell’aggredito picchiata da Ioni a colpi di casco sulla testa. Il ventunnene mercoledì sera, memore di quell’episodio, colpisce in viso Ioni. Naturalmente il tipo reagisce. I due si azzuffano e si sarebbero picchiati duro se non che sono intervenuti gli amici e li dividono. Ma un attimo dopo Ioni tira fuori un cutter e con quello iniziata a sferrare fendenti. Raggiunge l’avversario alla gola, alla schiena e alla mano. Anzi quasi gli stacca tre dita. Subito dopo fugge e sparisce dalla circolazione.
Sul posto arriva l’ambulanza del 118, la Volante della Polizia e gli investigatori della squadra mobile. E mentre i sanitari prendono in consegna il ferito, per il quale si riserveranno la prognosi, i poliziotti interrogano amici e testimoni. Riescono a ricostruire l’aggressione, ma Ioni non c’è. Già da un po’ non vive più con la famiglia, ma al residence dove è sistemato, non c’è. E’ sparito anche il suo cane. Lo ha lasciato dalla nonna poco dopo il fattaccio e poi nessuno lo ha visto più. Iniziano serrate le ricerche degli investigatori della mobile che proseguono fino a che sabato il giovane viene individuato nel parco accanto al parcheggio di piazzale Kennedy.
Si vede incastrato e non oppone resistenza. Con un fermo per tentato omicidio firmato dal pm Paolo Gengarelli, Ioni viene ammanettato a portato in questura, ma mentre gli chiedono se vuole chiamare il suo avvocato (d’ufficio sarà poi nominata Daniela Grossi) si fionda giù dalla finestra e scappa per i tetti riuscendo a percorrere circa 100 metri sulle tegole. Quando lo prendono i poliziotti e lo arrestano per tentata evasione, ha male a un ginocchio, ma gli è andata bene. Oggi molto probabilmente per la tentata evasione sarà processato per direttissima.
lo.la.
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