La centrale operativa sarà trasferita a Ravenna dove sarà predisposto il centro unico di gestione per le emergenze di tutta la Romagna. L'invio delle ambulanze sarà gestito attraverso sistema Gps
Rimini, 27 dicembre 2008 - La centrale del 118 se ne va da Rimini: dal mese di febbraio le emergenze saranno gestite da un unico centro che, per la Romagna, sarà collocato a Ravenna. Dopo anni di proteste, di perplessità sull’efficacia di tale scelta, di studi e analisi, il settore dell’emergenza riminese lascia la sede collocata all’interno dell’Infermi, per situarsi in viale Randi, a Ravenna, dove è situato l’ospedale cittadino.
Che cosa cambierà nella gestione delle chiamate di soccorso?
Prima di capire come sarà attuata tale gestione, è necessario comprendere come sono dislocate attualmente le ambulanze. Nella provincia riminese operano, 24 ore su 24, otto ambulanze: due nell’ospedale di Rimini, due in quello di Riccione (a questi quattro mezzi vanno aggiunte altre due auto mediche), una nell’ospedale di Cattolica, uno in quello di Santarcangelo, un’altra presso il centro Ausl di Morciano e l’ultima in quello di Bellaria.
Durante il periodo estivo le ambulanze vengono raddoppiate e distribuite anche presso alcune delle sedi delle guardie mediche situate in zone strategiche, come la spiaggia. Con l’entrata in funzione della centrale unica le ambulanze resteranno presso le attuali sedi.
Come funzionerà il nuovo 118. La telefonata di richiesta di aiuto che parte dalla provincia di Rimini, effettuata sempre attraverso il numero 118, arriverà all’operatore delle centrale ravennate, il quale dal suo monitor potrà visionare l’immagine del territorio riminese e, dando indicazione al computer dell’indirizzo che verrà fornito da chi richiede aiuto, grazie al sistema Gps, individuerà l’ambulanza più vicina da inviare.
Il percorso dei mezzi sarà seguito attraverso i monitor che registreranno anche il numero di telefono dal quale proviene la richiesta di aiuto, nel caso vi sia necessità di ulteriori informazioni. Il problema — ma questa è solo una nostra riflessione — forse potrebbe verificarsi quando la persona (magari un turista o qualcuno di passaggio) che chiede aiuto non sa fornire l’indirizzo esatto, ma riesce a dare solo indicazioni sommarie. I tempi di individuazione dell’esatta collocazione del punto dove inviare il mezzo di soccorso potrebbero allungarsi.
Cosa che, probabilmente, non succede quando la chiamata arriva a un operatore che possiede una perfetta conoscenza del territorio, conoscenza derivante da una lunga esperienza fatta lungo quelle strade e stradine.
Una riflessione che nasce anche dal fatto che dal 118 di Rimini, in quello di Ravenna, andrà un solo operatore, vista l’assoluta volontarietà di recarsi in un’altra sede di lavoro: dei sette che doveva fornire la sede riminese alla mega centrale, solo uno ha detto sì.
Monica Raschi
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