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PROCESSO TUCKER

Paga solo la cima della piramide
Per la coppia del tubo 21 anni

Condannati Mirco Eusebi, Ivana Ferrara e i tre più stretti collaboratori. Una marea di assoluzioni: in aula non si è visto il popolo 'adorante' di Tucker. Confermato il sequestro dei beni per 6-7 milioni

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La difesa di Eusebi Rimini, 6 gennaio 2009 - LEI C’ERA, ma se n’è andata prima delle sentenza. Lui non si è fatto vedere. L’avevano detto, Mirco Eusebi e Ivana Ferrara, che non avrebbero atteso in aula la condanna. Il primo, forse perchè emotivo, la seconda troppo orgogliosa per dare ‘soddisfazione’. Però è stata tra le prime ad arrivare, con al seguito il nuovo avvocato, Nadia Alecci, già difensore di Lele Mora.

 

Dimostratasi ben più combattiva del marito, la Ferrrara, nonostante la deposizione fiume, è sbarcata in aula con ancora qualcosa da dire. Dichiarazioni spontanee, ha annunciato, di fatto un elenco di accuse che hanno riguardato soprattutto il pubblico ministero, Marino Cerioni, reo, secondo lei, di un’inchiesta all’acqua di rose, ma anche tutte quelle parti civili che ai tempi d’oro vivevano in adorazione sua e di suo marito, convinti che li avrebbero fatti ricchi. Quella schiera di venditori che le si sono rivoltati contro, costituendosi parte civile. Jeans e cappottino, Lady Tucker è stata incisiva come sempre, documentata e feroce.

 

Finita la sua ‘arringa’, ha volteggiato per ore come la reginetta del ballo, passando tra avvocati e giornalisti, confermandosi una delle teste pensanti della piramide Tucker, per niente disposta a perdere il suo sangue freddo. Il popolo del ‘tubo’ era invece ridotto a zero. Chi si aspettava la folla urlante dei fan, è rimasto deluso. Non c’era nessuno a sostenere ‘re Tucker’, a invocare l’assoluzione e a gridare all’ingiustizia, come negli anni passati. Solo giornalisti, telecamere e toghe.

 

IL TRIBUNALE, presieduto dal presidente Carlo Masini, si è ritirato alle 10,40, senza dare alcuna anticipazione sull’orario di ‘chiusura’. Ivana Ferrara ha atteso fino al pomeriggio, poi quando ha capito che la sentenza si stava avvicinando, è sparita, insieme al suo nuovo avvocato. I giudici sono usciti poco prima delle otto di sera, con poche e pesantissime condanne, e una marea di assoluzioni. Quest’ultime, degli oltre quaranta imputati che fin dall’inizio si erano dichiarati più vittime che colpevoli.

 

MIRCO Eusebi, difeso dagli avvocati Stefano Caroli e Gian Paolo Colosimo, si è visto infliggere una condanna a 11 anni e 4 mesi di carcere, 10 anni e 10 mesi per sua moglie. Nove anni e 4 mesi, invece, per quelli considerati i due più stretti collaboratori, Simone Ambrogiani e Serenella Pierfederici. Tre anni, a Osvaldo Salvi. Assolti, invece, gli altri due che come il resto della piramide, doveva rispondere del reato di associazione a delinquere, Emanuele Barone, Dario De Bon, difesi da Giovanna Ollà, e Iano D’Altri, rappresentato da Veniero Accreman.

 

Assolti tutti dal reato di violenza privata, relativo ai ‘trattamenti’ delle caselle, che i giudici hanno riqualificato in ingiurie, minacce e percosse. Trattandosi di reati che vanno a querela di parte, sono naturalmente caduti, in quanto non presentate o tardive. Infine, il risarcimento. Il Tribunale ha disposto una provvisionale di mille euro per ogni parte civile, il resto da stabilirsi in sede civile. Sigilli ancora più stretti, invece per i beni di moglie e marito. Il sequestro passa da preventivo a conservativo, a tutela delle vittime. In tutto, 6-7 milioni di euro, tra contanti, villa e auto di lusso.

di Alessandra Nanni










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