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UCCISA DA UN'EMORRAGIA IMPROVVISA

Isabella, incinta di sette mesi
Muore al funerale di uno zio

La donna abitava a Villa Fastiggi. Il dolore del marito: "E’ stata trasportata subito da Montegridolfo a Rimini: i medici hanno fatto davvero l’impossibile". Perduto anche il bimbo. Isabella aveva fatto tutti i controlli quindici giorni fa

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Isabella Marini il giorno delle nozze (Fotoprint) Pesaro, 8 gennaio 2009 - Era al settimo mese di gravidanza. Si è accasciata lunedì scorso mentre stava partecipando al funerale di uno zio a Montegridolfo. Portata in ospedale a Rimini, Isabella Marini, 33 anni, sposata, un figlio di 7, di Villa Fastiggi, è morta sotto gli occhi di medici e familiari: Arresto cardiaco in seguito a emorragia.

 

Morto anche il feto fatto nascere col taglio cesareo per tentare il tutto per tutto. ''Isabella stava bene, era felicissima di questa gravidanza — racconta la mamma Berta, rannicchiata nel divano di casa sua — stava bene, non aveva problemi. Eravamo andate ai funerali di mio fratello Adriano e Isabella aveva preso l’auto. Era come sempre tranquilla. Ma quando siamo andate nel cimitero per la tumulazione, mia figlia si è accasciata. Mi diceva che non sentiva le gambe. Allora le abbiamo messo un giubbotto sotto e un altro sopra come una coperta. Mentre aspettavamo l’ambulanza, Isabella parlava, era lucida. Diceva che le faceva male lo stomaco, che aveva un dolore al torace. Poi con l’ambulanza è stata portata a Rimini, dove è morta dopo tre ore''.

 

Dice, affranto, il marito Fabrizio Galli, 37 anni, dipendente della ditta Amadei di Villa Fastiggi: ''Mia moglie è stata sottoposta a tac e in quel momento i medici si sono accorti che c’era nitido il battito cardiaco del feto anche se presentava un’anomalia che non poteva essere lasciata lì. Così hanno deciso di procedere col taglio cesareo ma quando il bambino è stato fatto nascere non c’era più nulla da fare. Era morto. La placenta era piena di sangue dovuto all’emorragia. Ma in quei momenti, i medici non sapevano ancora da cosa era stata provocata la fuoruscita di sangue e il malore di mia moglie. Solo col cesareo si sono accorti che poteva esserci una malformazione congenita che le ostruiva l’aorta. Isabella è morta tre ore dopo, mentre le facevano un’altra tac. Hanno provato a fare l’impossibile ma non c’è stato niente da fare. I medici di Rimini si sono dimostrati dei bravissimi professionisti, carichi di umanità e altruismo. Il primario ci ha detto che in 26 anni di professione non aveva mai visto un caso del genere. Per questo hanno deciso di fare l’autopsia. Vogliono capire che cosa sia successo''.

 

Al figlio di 7 anni, Daniele, il suo papà ha detto subito tutto: ''Non potevamo non dirglielo — spiega il padre — lui sa che la mamma continuerà a proteggerci e che la vita deve continuare. Il mio bambino è andato a scuola anche oggi perché è l’unico modo per superare questi momenti tremendi''.

 

A casa della mamma di Isabella, in via Luino 6, quartiere di condomini popolari dove ci si sente come nelle piazzette dei paesi, un gruppo di pensionati staziona sotto le finestre dell’appartamento della famiglia. Qualcuno sale e va a portare le condoglianze, molte donne stanno davanti alla porta e parlano basso. All’interno, la mamma Berta e le altre due figlie Anna e Debora cercano di trovare delle parole per una tragedia che non riescono a comprendere.

 

''Isabella — racconta Anna — aveva fatto i controlli quindici giorni fa, andava tutto bene. Il bambino cresceva bene ed avevano già deciso di mettergli nome Filippo. Piaceva molto al suo fratellino. I medici ci hanno detto che un’emorragia del genere potrebbe esser stata provocata anche da una caduta non presa in considerazione. E lei era caduta durante la gravidanza ma diceva che non era stato niente di grave''.

ro.da










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