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IL SONDAGGIO

Le vetrine stanno battendo in ritirata

La ricerca lanciata da Confesercenti fa emergere come l'impatto degli Iper abbia influito sull'andamento economico dell'attività, tanto da perdere il 20-30% degli incassi.  Allarmante la crescente sfiducia tra i commercianti

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negozi chiusi Rimini, 3 aprile 2009 - Non hanno fiducia, ma resistono. Si sentono oppressi dai centri commerciali, ma più degli Iper per ora pesa come un macigno l’affitto... Che il commercio a Rimini non godesse di buona salute, lo si sapeva da tempo. Ma la ricerca di Confesercenti, condotta da Europa Inform su 110 negozi tra Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria e Santarcangelo ("nessuna inchiesta per telefono: siamo andati sul posto!"), lancia segnali inquietanti sul futuro dei negozi per i prossimi anni.

 

I dati: Il primo, più che un segnale, è un dato di fatto. Le imprese del commercio al dettaglio, che fino al 2005 hanno continuato a crescere nella provincia di Rimini, con l’apertura de I Malatesta e delle Befane, negli ultimi tre anni sono andate progressivamente calando: 5.281 nel 2005 (compresi gli ambulanti), 5240 l’anno dopo, 5190 l’anno scorso. Se si considerano anche il commercio di auto e all’ingrosso, il saldo tra il 2007 e il 2008 è negativo: 9005 imprese nel 2007 e 8980 l’anno scorso (-115), anche se le imprese commerciali rappresentano quasi il 26,6% di quelle totali.

 

Ma è sui negozi, sul commercio al dettaglio, che si è concentrata la ricerca di Confesercenti. E anche se la presenza dei negozi nei 5 principali comuni presi in considerazione è ancora molto elevata (a Cattolica ci sono 110 imprese commerciali ogni km quadrato, a Riccione 73: oltre la media regionale), le risposte dei negozi intervistati lasciano poco spazio all’ottimismo.

 

L’impatto degli iper: uno degli aspetti fondamentali affrontati nella ricerca è l’impatto dei centri commerciali. Solo il 25% dei 110 negozi intervistati dice di aver risentito di alcun effetto Iper, e il 17% l’ha visto solo nei primi mesi. Per oltre il 56% dei negozi invece l’apertura dei centri commerciali si è fatta sentire, e uno su tre dichiara di aver risentito molto o moltissimo dell’effetto Iper. Il 13% dei negozi sostiene di aver perso, a causa degli Iper, tra il 10% e il 20% di fatturato, mentre il 9% dichiara una perdita tra il 20% e il 30%. Quella di Confesercenti, è tra l’altro, la prima ricerca fatta nel Riminese sugli effetti degli Iper sui negozi.

 


Natale e saldi ok: Nonostante la crisi in corso, quasi il 76%, interpellato sull’andamento dello shopping a Natale, si è dichiarato soddisfatto, mentre per il restante 24% è andata male o malissimo. "C’è da dire a questo proposito – osserva Alessandro Bonfè, presidente della Confcommercio – che molti temevano un Natale nero, e dunque si dicono soddisfatti anche solo per essersi mantenuti sui livelli dell’anno prima, o poco meno".

 

I negozi intervistati rivelano poi come i clienti, durante le feste natalizie, nonostante il Capodanno Rai e gli altri eventi, siano stati soprattutto riminesi. Solo il 28% dice di aver avuto, tra i clienti, anche qualche turista. "Questo dimostra che per i negozi – osserva Mirko Pari, responsabile della Confesercenti – gli eventi natalizi non portano molti benefici". Buona anche la stagione dei saldi, che fa dichiarare soddisfatti l’86% dei negozi.

 

Futuro: luci e ombre. Per il 61% il 2009 andrà peggio dell’anno scorso, mentre ‘solo’ il 44% teme un calo delle vendite nel periodo estivo. "Ci sono grandi aspettative e fiducia per la stagione turistica – conferma Pari – ma come il commercio percepisce l’importanza del turismo, non possiamo dimenticarci che il commercio è essenziale al turismo".

 


Molta meno fiducia i negozianti ce l’hanno per le istituzioni. Quasi la metà (48%) ha poca o nessuna fiducia per le banche, e ancora meno (54%) per le assicurazioni. Ancora peggio va ai Comuni: ben il 58% è critico contro le amministrazioni locali. Ma i negozi sono scettici anche verso le categorie: la metà (47%) non è iscritta ad alcuna associazione di settore.

Manuel Spadazzi










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