Sei arresti della Polizia di Rimini in un'operazione congiunta con le squadre mobili di altre quattro città. I cinesi gestivano una casa chiusa dove lavoravano loro connazionali
Rimini, 8 maggio 2009 - Una operazione congiunta della Polizia di Rimini assieme alle Squadre mobili di Prato, Livorno, Padova e Venezia, ha permesso di stroncare un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. Dopo mesi di indagini e pedinamenti i poliziotti hanno arrestato sei cinesi, uno di questi a Rimini, che erano a capo di una rete di prostitute cinesi.
Dietro alle sbarre, tre uomini e tre donne, con un’eta’ compresa tra i 22 e i 39 anni. A differenza di altri casi di sfruttamento di extracomunitari, sembra che le ragazze fossero avviate alla prostituzione senza coercizione o violenze: arrivavano direttamente dalla Cina proprio per questo scopo.
L’organizzazione aveva base a Rimini in un appartamento di via Gambalunga dove operava anche una centralinista che smistava le chiamate dei clienti. Una o due ragazze per appartamento disseminate in varie localita’, dalla stessa Rimini a Prato, Livorno, Padova, Venezia e Firenze, giovani ma non giovanissime (nessuna minorenne) che venivano fatte ruotare. I clienti venivano ricercati attraverso annunci su giornali di di inserzioni e attraverso un sito internt: le prostitute venivano pubblicizzate più che altro come massaggiatrici.
I prezzi delle loro prestazioni erano modici rispetto al mercato del nord Italia: mai piu’ di 50 euro ma spesso anche meno. La clientela era più che altro costituita da extracomunitari e gli affitti degli appartamenti regolarmente pagati dagli sfruttatori cinesi. L’inchiesta partita nel 2008 e coordinata dal pm Davide Ercolani, ha richiesto tempo per la difficoltà di identificazione delle prostitute che non hanno collaborato e che non parlano l’italiano.
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