Con l'arrivo del centro commerciale, sono arrivati anche gli intasamenti delle poche vie che conducono al negozio. E gli automobilisti si 'arrangiano' come possono, anche con manovre pericolose
Rimini, 24 giugno 2009. ERA PREVEDIBILE, ma stavolta avremmo voluto sbagliarci. Con l’apertura di Ikea sono arrivati anche gli intasamenti delle poche vie che conducono al gigantesco negozio: anche in giorni impensati come il lunedì la via Tolemaide sta diventando impercorribile.
Già sabato scorso la fila di auto in entrata al casello di Rimini, al mattino, iniziava direttamente in autostrada e l’illusione della corsia riservata ai telepass, del tutto libera, ci è stata subito tolta: appena passato il varco la fila ricominciava imperterrita, senza soluzione di continuità, fino alla rotonda e già, per via Tolemaide completamente bloccata. Al pomeriggio la situazione non è migliorata, con serpentoni di macchine soprattutto nelle ore più centrali.
Non è andata meglio domenica, con l’intasamento di tutte le vie del circondario. Ma a questo week end a pieno carico, in qualche modo, eravamo piuttosto rassegnati. Alla fiera c’erano i Campionati italiani di danza sportiva, un evento che ha portato a Rimini oltre 100 mila persone (e si è visto). Senza contare il Superbike a Misano: e vuoi che non ci sia qualcuno che ha fatto una puntata in città, prima di andre all’autodromo. E perché non a Ikea? Ma, ripetiamo, sul fine settimana ci eravamo messi il cuore in pace.
La vera sorpresa è stata lunedì mattina: non c’erano più il ballo e le corse in moto, ma l’Ikea aperta sì. E si è visto. E’ vero che la fila non iniziava più in A14, che le uscite del casello di Rimini Nord erano tutte molto più libere e che si arrivava piuttosto velocemente alla rotonda, quindi sulla Tolemaide. Dove il flusso di traffico, auto ma anche diversi camion, si bloccava di colpo. Inutile sperare che fosse uno stop temporaneo a metà strada: bastava ‘affacciarsi’ sulla mezzeria per vedere che la fila arrivava fino alla successiva rotonda che incrocia la Statale.
I tanti che non avevano tempo da perdere hanno iniziato le loro acrobazie di svolta: chi facendo una pericolosa inversione sulla via Tolemaide, prontamente mandati a quel paese dai camionisti che arrivavano da sud e chi — come noi — ha optato per la prima via di fuga che è stato possibile imboccare: una microscopica stradina dove il passaggio contemporaneo tra due auto è impossibile e che in pochi minuti ci ha fatti sbucare sulla via Orsoleto. Anche questa aveva un flusso di traffico mai visto per questa strada sconosciuta (fortunatamente) a molti. Evidentemente altri che avevano cercato di sfuggire all’intasamento.
m. ras.
Il capobranco del Parco Oltremare di Riccione, uno dei delfinari più grande d’Europa lo scorso aprile ha girato un nuovo spot televisivo a Laguna di Taras
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