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IL CASO

L'università dice stop alle veline
per 'arruolare' matricole

Quattro belle ragazze (come Charlie's Angels o Power Rangers) invitano i giovani a iscriversi. Ma la Romagna boccia i manifesti affissi dall'Alma Mater. E il presidente del Polo di Rimini annuncia che verranno rimossi

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Il manifesto per la campagna di immatricolazioni dell'università Rimini, 10 luglio 2009. E COSÌ «Le fantastiche 4 (due bionde e due more in tutina iperaderente con sul petto stampati i nomi dei poli universitari romagnoli) verranno oscurate. Verranno eliminate con il manifesto in cui figurano trionfanti e che come ogni anno è stato ideato e diffuso in Romagna per ‘ arruolare’ le matricole.

Un poster che ha passato il vaglio degli enti di sostegno dell’Università, i finanziatori, ma non quello della presidenza del Polo riminese, retta dal professor Giorgio Cantelli Forti. E nemmeno quello del Senato accademico dell’Alma Mater. Il quale a Bologna, dopo una animata discussione, ha deciso che le quattro fantastiche ragazzone (un po’ Charlie’s Angels, un po’ Power Rangers e un po’ veline ruspanti) non popossono né devono sintetizzare, con quella grinta e quell’aria seduttiva in senso lato, l’invito dell’Alma Mater ai giovani e alle giovani liceali appena diplomate.

«E’ L’INVITO a studiare, ad iscriversi, a impegnarsi — commenta Cantelli Forti, che si trova sulla stessa linea della direzione amministrativa dell’Ateneo, in capo a una donna—. Quel gruppetto non c’entra con la cultura».

Come «Le Fantastiche 4» con Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini scritto sul cuore, anzi sui seni (vestiti ma sottolineatissimi come tutto il resto delle loro curve) siano arrivate al grande pubblico, accompagnate dalla scritta «Il massimo per i tuoi studi universitari», non è ben chiaro. «Questo tipo di pubblicità — spiega la professoressa Mirella Falconi — è finanziata da enti esterni, di sostegno all’Ateneo.Secondo alcuni il prorettore delegato alla Romagna, Guido Gambetta, avrebbe detto in Senato che non l’aveva visionata, secondo altri invece sì. Per carità, nessuno si scandalizza, ma si tratta di un’icona assolutamente inadeguata allo spirito universitario».

La pensano così, e anche peggio, parecchie donne, ex studentesse dell’Alma Mater. Una di loro ha scritto sia ai Poli sia ai giornali: «Ho studiato in Romagna — protesta Cecilia Benzoni — e non sono come mi avete rappresentato voi... Ho letto che quelle eroine sarebbero come Marianne che incarnano le sedi universitarie, quindi è l’intera istituzione e chi c’è dentro ad essere sexy e materna. Ma a senso unico, per i maschi. Due bionde e due more come a San Remo, come le veline: così non si rende giustizia agli sforzi e ai risultati, notevoli, delle studentesse. Perciò chiedo: non ci meritavamo di meglio?».

di RENATA ORTOLANI

  • 10/07/2009 11:35
    elena
    Che pena... e pretendiamo di essere stimati e considerati all'estero... si deve scendere a questi livelli per attirare i giovani verso una cultura universitaria? E a loro serve qualcosa del genere per iscriversi all'università? Facciamo proprio ridere... idee del genere non dovrebbero neppure essere prese in considerazione.
  • 10/07/2009 13:38
    beau geste
    non mi straccerei le vesti per la revoca di questo manifesto ma neanche per il contrario. due parole però sul nuovo "orizzonte" politico della sinistra, il perbenismo, le voglio dire; trovo inopportune ed ipocrite le affermazioni fatte da alcune ex studentesse laureatesi in romagna (che poi vai a vedere magari sono tutte imparentate a sinistra) le quali, rispolverando il solito repertorio di dare delle veline a tutto ciò che non sia dalla loro parte, nel tempo, accade di ritrovarsele a fare le segretarie "particolari" di funzionari pubblici
  • 10/07/2009 14:24
    ulisse
    Peccato veramente! I ventenni studierebbero meglio con l'invito di queste creature. La cultura è vita, la vita dev'essere gradevole, se l'invito allo studio arriva da donne brutte, rimarremo ignoranti.
  • 10/07/2009 15:10
    andrea
    quanto perbenismo e quanto snobbismo, rilassatevi..io non ci trovo niente di male..mi sembra solo una rappresentazione allegorica, in un mondo che si prende anche troppo sul serio!!
  • 10/07/2009 18:02
    Francesco
    Chi l'avrebbe mai detto che per iscriversi all'Università, specie in una società che richiede sempre più laureati super specializzati ci fosse bisogno di una campagna pubblicitaria fatta mostrando supereroine fascinose? Una domanda lecita posta da tutti coloro che, al di la d'ogni moralismo, pensano che la scelta di un polo universitario piuttosto che un altro dipenda dalla professionalità degli insegnanti, dalle offerte formative, dai servizi proposti dalla città che ospita le stesse facoltà. Certo ammodernarsi fa bene, stona però sentirlo dire da coloro che della forma ne fanno uno status, e allora perchè non presentarsi in tutina agli esami o in ciabatte e pantaloncini corti? In fondo siamo al mare, siamo moderni, ma soprattutto riteniamo che sia il contenuto ciò che conta realmente. Buono studio a tutti i professori, specialmente a coloro che propongono tali ridicoli manifesti.
  • 11/07/2009 08:43
    grazia
    probabilmente per distogliere "gli sguardi" dai problemi seri dell'università italiana questo genere di manifesti sembra cogliere nel segno.
  • 11/07/2009 18:23
    Erika
    Mi sono laureata a Forlì col massimo dei voti, inutile negare inoltre che sono proprio le donne ad essere più performanti in facoltà... Non c'entra niente il perbenismo o l'essere bigotti (anche perchè le ragazze sono coperte fino al collo), è proprio il messaggio ad essere sbagliato... Cosa mi dice quel cartellone pubblicitario??? Di sicuro non mi fa pensare all'università, un momento meraviglioso spesso costellato di sacrifici, di lavoretti umili e mal pagati, ma anche dalla nascita di grandi amicizie, crescita personale... Le Fantastiche 4 non mi fanno venire in mente nulla di questo
  • 11/07/2009 18:41
    giulia
    non penso che sia un problema di destra o sinistra, la questione è che noi donne ci siamo rotte le scatole di essre rappresentate come dei mignottoni in abiti succinti, per attirare orde di ragazzini con la bava alla bocca...e per fare tutto ciò si sono spesi ben 40.000 euro, vi sembra normale?
  • 12/07/2009 00:46
    laura
    In una società sempre più dedita ad una rappresentazione becera e sminuente della figura femminile cosa ci potevamo aspettare? seni rifatti, silicone alle labbra, minigonne inguinali, in una lotta all'ultimo sangue per accapararrarsi lo sguardo dei maschietti...sono addolorata nel constatare, che nonostante gli sforzi,esistano ancora donne capaci di farsi usare per la soddisfazione dei meri istinti più primordiali e reconditi! FORTUNATAMENTE LA CULTURA E'BEN ALTRO E NON AMMETTE COMPROMESSI!
  • 12/07/2009 17:26
    Madrid
    Erika, come professore di matematica (a informatica) confermo le sue opinioni: mediamente le ragazze vanno meglio dei loro colleghi maschi. Non so se è una questione semplicemente di intelligenza o perché a 19-20 anni una ragazza è più matura, però ha ragione, e per questo provo ancora più vergogna nel vedere che l'istituzione per la quale lavoro, che dovrebbe essere un esempio di moderazione e serietà culturale fa ricorso a questi mezzi tra il becero ed il mercantile. Comunque, tra le altre cose che indubbiamente le hanno insegnato all'università, dovrebbero anche averle insegnato che "performante" non è una parola italiana.
  • 12/07/2009 18:42
    iceman
    Una delle "Fantastiche 4", intervistata, ha detto" E' il solito bigottismo all'italiana, anche mia nonna, che ha 80 anni, è orgogliosa di me". Come al solito, la colpa è sempre dei soliti bigotti. Qualcosa di più originale non poteva dirla? Ma forse ci voleva troppa intelligenza e quella, parafrasando Manzoni, una non se la può dare.
  • 13/07/2009 01:08
    Vale
    Non credo che i giovani con un po' di senno prendano decisioni sul loro futuro in base ad un cartellone pubblicitario, per cui questa polemica mi sembra infondata.Tra l'altro è ora di finirla con questa demonizzazione dell'estetica e piantarla di sentirsi offesi da immagini che propongono donne o uomini di bell'aspetto, sentendosi feriti nella propria intelligenza.Bellezza e intelligenza non sempre fanno a pugni e il fatto che siano state scelte, ovviamente, delle ragazze di aspetto gradevole come icone per pubblicizzare l'università non significa che si voglia proporre il modello di studentesse-oche. Chi non ha la coda di paglia non dovrebbe sentirsi insultato.
  • 13/07/2009 11:05
    Madrid
    Vale, non è questione di demonizzare l'estetica, ma di pubblicità fuori luogo. Immagini lei la foto di una bella ragazza seminuda su un cartello che invita la gente ad andare in chiesa. Non c'è niente di male nella ragazza, ma il cartello sarebbe senz'altro fuori luogo. A me, personalmente, sembra fuori luogo il fatto stesso che una università faccia publicità. La pubblicità è parte del mercato, che è una istituzione dell'industria. L'università, come istituzione, dovrebbe funzionare su un altro piano, secondo altri principi. Questo non vuol dire che i principi dell'industria siano sbagliati o peggiori, ma semplicemente che appartengono ad un'altra istituzione. La pubblicità si fa per vendere prodotti, e sarebbe una visione molto riduttiva della vita pensare che tutto sia un prodotto. Insomma, già l'idea della pubblicità di un ateneo mi lascia esterrefatto.
  • 14/07/2009 10:46
    mike
    Non vi sembra che attribuire a un manifesto pubblicitario valori sociologici sia una perdita di tempo? C'è scritto nero su bianco quello che il manifesto vuol dire, qui tutti parlano delle veline e nessuno dei fantastici 4! Mha
  • 14/07/2009 12:24
    Madrid
    mike, non mi sembra una perdita di tempo. La pubblicità è un fenomeno sociale molto importante di questi tempi, e ci sono moltissimi studi sociologici al riguardo. Come si fa publicità e a cosa sono elementi molto importanti per capire la società postmoderna.
  • 14/07/2009 13:21
    wxyz45
    Al livello a cui è stata gettata l'università in Italia non c'è più da meravigliarsi di niente. Negli ultimi decenni si è pensato di curare determinate disfunzioni del passato con un bruto pasticcio, in cui hanno messo le manacce zozze politicanti di tutte le provenienze: ogni governo ha "riformato" qualcosa peggiorando la situazione. In pratica siamo riusciti a prendere il peggio del modello "statalista" in cui l'istruzione è un bene pubblico, gestito e finanziato dallo stato, e del modello liberista, in cui le università sono aziende private. In pratica, oggi le università si devono fare concorrenza fra loro come i produttori di detersivi, ma, a differenza di quello che succede in altri paesi, l'incentivo non è a produrre diplomati più preparati, ma a produrre più diplomati, per quanto asini possano essere. E' un leit motiv che suona ormai da anni, più o meno chiaro, nei consigli di corso di laurea e di facoltà.
  • 14/07/2009 13:34
    Lumpy
    quando si discute su un forum che parla di abusi sessuali, di discriminazione delle donne, e via dicendo, salta sempre fuori, prima o poi, il fatto che l'immagine della donna viene sfruttata spesso per rendere appetibili al pubblico un prodotto o un servizio, calcando la mano sul lato della sensualità e abbassandola di conseguanza a "oggetto" di desiderio. giustamente, direi, e per coerenza, ora che abbiamo girato pagina virtuale e parliamo d'altro, rimango della stessissima opinione e sono contento che qualcuno inizi ad accorgersi che certe pubblicità discriminano le donne (non vedo perchè una studentessa sia invogliata ad iscriversi ad una università riconducibile in qualche modo ad una velina), e offendono l'intelligenza degli uomini identificando nella zona riproduttiva la principale responsabile delle scelte maschili. tantopiù che i ragazzi in età pre-universitaria spesso davvero, beata gioventù, ragionano più col battacchio che con la testa, ma approfittarne è ancora più meschino.
  • 14/07/2009 13:35
    wxyz45
    (2a parte) Allo stesso tempo, la cosiddetta "autonomia" costringe chi fa ricerca a impiegare/sprecare una percentuale sempre crescente del tempo per procurarsi da solo i finanziamenti dai privati e a combattere con mille inutili complicazioni burocratiche, a tutto discapito dell'attività nel merito della ricerca medesima. A tutto questo si è aggiunto il pogrom che la ministra gelmini ha scatenato contro l'università facendo di ogni erba un fascio, mescolando facoltà dove quasi tutti i docenti sono liberi professionisti che frequentano l'ateneo soltanto per il titolo e per lo spazio di "baronaggio" che comporta, con altre facoltà dove si lavora a tempo pieno per stipendi che sono i più bassi al mondo. Infine, si è andata aggravando quella sindrome per cui l'attività didattica *nuoce alla carriera* del docente universitario, in quanto tempo sottratto alla ricerca e non valutato assolutamente.
  • 14/07/2009 15:45
    mike
    Indubbiamente la pubblicità è un fenomeno di importanza sociale, trovo però che la lettura sessista di questo manifesto sia quantomeno forzata, a questo punto bisognerebbe fare delle crociate su un manifesto ogni due. Trovo strano che a un'immagine da fumetto siano stati attribuiti tanti dis-valori. Devo annotare però che si parla più di questo manifesto che di quello di qualsiasi altra università italiana, no so se è positivo ma ha sicuramente rotto il muro dell'indifferenza.
  • 14/07/2009 15:46
    Turchese
    Da quello che ho capito io le 4 ragazze avrebbero dovuto rappresentare le città in cui le facoltà risiedono e non le varie università, ma forse mi sbaglio. A parte questo, devo dire che é veramente brutta! Sembra la pubblicità di un prodotto per l'igiene e la pulizia della casa. Brutta anche la foto. Comunque non avvilisce le ragazze che si sono laureate in queste università. Anche io mi sono laureata in un università di una piccola cittadina, ovvero Novara, e in questi atenei si studia meglio, nel senso che si é seguiti da vicino dai professori e questo permette di laurearsi nei tempi previsti. Insomma si esce veramente preparati su tutte le materie. Consiglio a tutti i diplomati di rivolgersi anche agli atenei più piccoli perchè molto validi. Forse un messaggio così semplice sarebbe più efficace ad attirare iscritti che non megamanifesti veramente brutti
  • 14/07/2009 19:14
    Madrid
    mike, per me il problema non è la forma del manifesto, ma la sua esistenza. Per le ragioni che ho esposto in un altro messaggio, l'idea di fare pubblicità ad una università mi lascia esterrefatto.
  • 14/07/2009 20:40
    SUPERGIGI
    nella pubblicita ci sono dei fattori guida ormai assodati che tutte le imprese adoperano ed usano nel processo creativo. il fattore primario e` l`attirare gli occhi sul midia, o pagina, o manifesto. se ottieni questo ha gia il 50% di successo. in secondo luogo devi stimolarne la curiosita, che ti spinge a restare con l`immagine e leggerne il contenuto. infine rendere il totale facile da ricordare quando il processo decisionale ne avra bisogno. ci sono migliaia di manifesti di belle ragazze piu o meno nude che vendono prodotti copletamente estranei alla loro natura, cio e ` perche secondo gli studi del settore che madrid menziona senza conoscerli e`provato che gli uomini sono attratti da una bella donna, e sappiamo perche, ma anche le donne le guardano addirittura piu dei maschietti, sicuramente non per gli stessi motivi, ma immediatamente dopo noi sappiamo se era bella o no ma loro ti sanno dire se aveva le ciglia false o una smagliatura sul`avanbraccio. se lo scopo era di attirare lo sguardo di piu (segue)
  • 14/07/2009 20:59
    Lumpy
    x mike: se per lettura sessista intendi riferimenti più o meno espliciti alla sessualità, senz'altro è vero, non ce ne sono. se invece intendi qualcosa che discrimina tra i sessi, beh, quello maschile neanche è rappresentato, segno evidente che chi ha concepito tale rappresentazione il pubblico maschile lo colloca non dentro ma di fronte all'immagine, a guardarla. e sarebbe gravissimo, secondo me, che qualcosa che dovrebbe invogliare i ragazzi alla scelta di una università trascuri di rivolgersi alle donne, tanto grave che sinceramente lo vedo più come un atto di superficialità che una scelta ponderata. una superficialità piuttosto inaspettata da professionisti dell'immagine, ma che almeno ha dato spunto ad una discussione che spesso nasce solo nei casi limite (dolce e gabbana, per esempio).
  • 14/07/2009 21:04
    SUPERGIGI
    (continua) gente questo e` stato raggiunto. il mettere il nome delle universita sui seni e` un`altro metodo di essessere sicuri che tali nomi vengano letti ed rimangano visualmente ricordati. a mio parere e` una pubblicita non molto originale ma di sicuro effetto. se poi vogliamo discutere se e` giusto che una universita faccia pubblicita questo esula dall`argomento. se poi vogliamo trovare messaggi convoluti di agresione alla figura docente femminile o di completa estraneita agli scopi didattici questo puo essere decostruttivato per qualsiasi cartellone reclamizzante. specialmente se si vuol interpretare immagini o sorrisi o colori mai intenzionalmente concepiti per questa funzione. alla pubblicita di questo tipo no si richiede a chi ne e` esposto di correre al`ufficio inscrizioni, ma solamente che quando uno studente valuta le varie opzioni a sua disposizione si ricordi di fare una ricerca di merito e di risultati ottenuti anche di queste universita. personalmente la trovo efficace anche se un po banale.
  • 15/07/2009 13:43
    Lumpy
    x SUPERGIGI: le motivazioni che spingono una donna (o un uomo) a destinare attenzione ad un messaggio pubblicitario sono secondo me molte e molto eterogenee, ognuno ha i suoi "interruttori" che si attivano in presenza di un segnale o rimangono indifferenti ad un altro. personalmente sono così saturo di bellone che vogliono vendermi qualcosa che passandoci davanti io non il manifesto non l'avrei neanche notato, tant'è che il punto non è tanto se sia sessista o meno, lo è come lo sono tantissime pubblicità. ma, secondo me, il fatto che questa sia riferita a delle università non è affatto secondario, anche perchè la formazione professionale è un tema piuttosto importante, parlando di parità. ed è un brutto segnale il fatto che sia stata prima pensata da uno staff di pubblicitari che semplicemente non meritano compenso per la banalità espressa, e poi accettata da chi finanzia un polo universitario, ritenendo adeguata al contesto una immagine che si addice più ad una discoteca. tralasciando poi il fatto ...
  • 15/07/2009 13:43
    Lumpy
    x supergigi (2): ... che sia legittimo o meno reclamizzare una università, che secondo me ne distorce l'immagine usando, tra l'altro, i mezzi tipici della scuola privata. ma il discorso della pubblicità fuori luogo andrebbe allargato all'infinito. se compri un giornale dentro non c'è una notizia che non sia il riassunto della notizia data da un'altro, però in compenso ti regalano un canotto con i remi, di questo passo tra un pò allegheranno film in dvd alle tessere di partito, e le religioni faranno a gara a regalarci copridivano trapuntati.
  • 15/07/2009 16:56
    SUPERGIGI
    lumpy l`argomento in questione non e` se sia giusto che l`universita faccia la pubblicita. la discussione e` sulla interpretazione del contenuto pubblicitario. la prassi che ho descritto sopra e' uno standard dell`industria. il successo del media e` stabilito dal numero di occhi che si posano, leggono e ricordano il messaggio. non potendo in alcun modo rappresentare i valori universitari, il curriculum dei docenti o della ricerca, la varieta' studentesca o la comodita' delle strutture con una sola immagine come tanta gente pensa che si possa fare, credetemi ci hanno provato tante volte con risultati catastrofici di attendimento valutato in singola cifra %. non e` la reclam edi una spiaggia dove fai vedere 2 palme e la sabbia e la gente comincia a sognare. non esiste una foto che mostri il concetto universitario. ma esiste il nome dell`universita' da ricordare quando necessario, se questo era lo scopo primario penso che ci siano riusciti
  • 16/07/2009 16:47
    Madrid
    SUPERGIGI, nei miei messaggi non volevo mettere in discussione questa o quella tecnica pubblicitaria. Il mio punto era, semplicemente, che non trovo opportuno che una istituzione come l'universita faccia della pubblicita, e questo indipendentemente dai contenuti del manifesto o dalle pulsioni sessuali o competitive che usa per trasmettere il messaggio.
  • 16/07/2009 19:41
    Lumpy
    x supergigi: vero, il tema è incentrato sul contenuto della pubblicità, nell'articolo non viene discusso se sia oppotuno pubblicizzare una università, tant'è che mi sono soffermato, appunto, sul contenuto. però mi sembra che i due temi alla fine non siano poi così distanti, e a ben vedere è strano, anzi, che non se ne parli.
  • 17/07/2009 02:30
    SUPERGIGI
    lumpy&madrid se vogliamo parlare della piu o meno giustezza della pubblicita universitaria ok parliamone. personalmente non vedo la cosa cosi aberrante. infatti e` una cosa abbastanza comune e da molto tempo il molte nazioni. negli usa lo fanno da decenni sia le private come stanford, syracus, sara lorenz, columbia ed anche il prestigioso mit di boston, sia le pubbliche come florida state, ucla, pen state, nyu. lo stesso fanno in inghilterra e irlanda o in brasile ed argentina mentre in germania so che lo fanno le private ma non so se lo fanno le pubbliche. penso che nel futuro tutte le universita debbano competere tra loro in prestigio academico, in eccellenza didattica, in qualita della ricerca e nel raggiungimento dei piu alti livelli culturali dei loro alunni. perche gia sappiamo che per noi il concetto di meritocrazia per docenti e studenti ora e`gia alle porte mentre in altri paesi e gia bene accomodato in salotto. penso che la pubblicita sara sempre piu abbinata a questo forse non con donne nude ma....
  • 17/07/2009 09:32
    Madrid
    Lumpy, lei ha assolutamente ragione, ed il fatto che non si parli dell'opportunita per una universita di fare pubblicita non e solo strano ma preoccupante. Evidentemente si da per scontato che il modello di mercato (che include la pubblicita) sia un modello universale, che si applica a tutte le istituzioni sociali. Su questo punto si considera l'argomento chiuso: il mercato e un modello etico universale. Questo mi sembra ancora peggiore che mettere quattro ragazzotte in vetrina. Insomma, il contenuto e discutibile, ma non e niente di fronte all'idea stessa di fare pubblicita.
  • 17/07/2009 17:16
    Lumpy
    x SUPERGIGI: il fatto che lo facciano altre università non significa che debba piacermi, nè che si debba accettare un modello perchè altri lo scelgono. esprimo la mia perplessita, proprio perchè non sembra neanche discutibile il fatto che la direzione sia quella.
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