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L'INCHIESTA

La crisi colpisce anche le 'lucciole'
"I clienti ci chiedono lo sconto"

E' un brutto momento anche per il mestiere più antico del mondo: e alcuni uomini domandono un 'credito', dicendo di non riuscire a pagare le bollette...

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Night club (foto Zentralbild dpa/zb) Rimini, 21 luglio 2009. LA CRISI economica non risparmia proprio nessuno, nemmeno il mestiere più antico del mondo. Infatti anche il mondo della prostituzione registra un calo della ‘domanda’. La ragione è una sola: molte persone hanno perso il lavoro quindi devono rinunciare alle solite prestazioni oppure il budget è estremamente ridotto e cercano di chiedere uno sconto.

«Ci chiedono lo ‘sconticino’ come si fa dal fruttivendolo — racconta Deborah che arriva dal Costa Rica e lavora a Rimini —. Siamo a questo punto perché la crisi c’è e la vediamo anche noi. Tanti uomini arrivano e sono addirittura senza un euro, chiedono di fare credito, ma questo non è proprio possibile. Oppure vengono con soli venti euro, ma anche così non è possibile fare nulla. Vengono qui da me e mi raccontano che non hanno nemmeno i soldi per pagare le bollette di casa e che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Ma io non so che cosa farci: ho tanti problemi anche io».

DEBORAH è anche in grado di dire quale è il settore più colpito dalla crisi: «Sicuramente chi lavora nell’industria, insomma gli operai. Ecco loro sono veramente in crisi». Però non è dappertutto così: «Ho lavorato fino a pochi mesi fa a Bolzano, una bellissima città, è lì tutta questa crisi non si sentiva. Come non veniva avvertita nemmeno a Napoli, anche se può sembrare strano: lì nessuno chiedeva sconti o arrivava senza un euro. Ecco — prosegue — quella è una zona dove si lavora ancora benissimo. Rimini invece non la capisco: c’è un grande movimento, tante persone, qui teoricamente si dovrebbe lavorare molto, soprattutto in estate, invece la gente non vuole spendere».

Conferma l’infelice congiuntura economica anche Megan, nata a Panama, che esercita sempre a Rimini.
«Sono stata in Svizzera un anno e mezzo è in quel Paese non c’erano problemi. Adesso, però — sottolinea — mi dicono che è cambiata anche lì. La crisi è arrivata e si fa molta più fatica a lavorare anche in quelle zone. Dopo la Svizzera sono ritornata in Italia, a Como, e sono andata a lavorare in una fabbrica. Purtoppo poco tempo dopo che avevo iniziato ha chiuso: è fallita e ci hanno messi tutti casa. Io ho provato a cercare in altri posti, ma la crisi economica era arrivata dappertutto e le aziende non assumevano più nessuno. Quelle che riuscivano a stare aperte — prosegue — facevano con la gente che avevano, quando non li mettevano in cassa integrazione. Io sono divorziata e ho due figli, cosa dovevo fare? Così sono venuta a Rimini e ho ricominciato. Purtroppo il momento non è buono per nessuno e la gente ha pochi soldi da spendere. Soprattutto i giovani. Ne hanno un po’ di più gli anziani, perché magari hanno la pensione. Certo con loro ci vuole più pazienza».

ECCO che i pensionati, con i loro soldi sicuri ogni mese, si stanno rivelando una inaspettata risorsa anche per questo settore.  Spostandosi a Riccione la situazione non cambia. «Sono sei anni che vivo qui ed effettivamente un momento di crisi come questo non si era mai visto — conferma Elisa, brasiliana —. E tutti tirano la cinghia: ci sono persone che venivano da me anche tre volte alla settimana adesso vengono solo una. Poi può succedere che capiti il cliente veramente buono, in grado di spendere di più e allora recuperi un pochino. Però il momentaccio sta colpendo tutti, anche noi».

di MONICA RASCHI

  • 22/07/2009 18:06
    fabio
    LA VANGA ALTROCHE'!!!!!!!
  • Sono presenti 1 commenti
 

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