Stefano Cucchi
e la speranza
di entrare
a San Patrignano

La comunità riminese ha fatto sapere che il giovane romano morto non è mai stato a Sanpa nè in altre strutture residenziali collegate

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Rimini, 9 novembre 2009 - “Era stato tre anni alla comunità di don Picchi, e sei mesi a San Patrignano. Sembrava che ne fosse uscito bene. Ma questi ragazzi di oggi sono così fragili...”. A raccontarlo è il padre di Stefano Cucchi, il giovane romano morto dopo aver lasciato il carcere di Regina Coeli e il successivo ricovero in ospedale. Ma dalla comunità riminese - interpellata ieri - fanno sapere che Stefano non è mai stato a Sanpa, nè in altre strutture residenziali collegate.

L’ipotesi più probabile sembra quella che il giovane tossicodipendente avesse iniziato un percorso di recupero in un’associazione di volontariato legata a San Patrignano, una delle tante sparse per l’Italia che preparano i ragazzi all’ingresso in comunità. Centri dove inizia il percorso che poi va avanti fino all’inserimento nelle strutture di recupero vere e proprie. Giovanni Cucchi dice anche che Stefano era disposto a tornare a San Patrignano. “Una promessa - racconta - fatta durante il processo, ma che purtroppo non ha potuto mantenere”.

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