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Trovata una testa
di maiale
davanti alla sede
del Rimini calcio

Oltre ai resti dell'animale c'era anche una minaccia scritta a lettere cubitali sul muro dello stadio. La Digos ha avviato le indagini. Il ds Zamagna: "Un fatto di gravità inaudita"

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Scritte ingiuriose sul muro del magazzino stadio Romeo neri di Rimini (Foto Bove Masi)
Scritte ingiuriose sul muro del magazzino stadio Romeo neri di Rimini (Foto Bove Masi)

Rimini, 9 febbraio 2010 UNA TESTA di maiale davanti agli spogliatoi del ‘Romeo Neri’ accompagnata da una scritta ingiuriosa sui muri dello stadio. Ecco lo scenario che ieri mattina si è presentato ai dirigenti biancorossi di ritorno dalla Campania, dove il Rimini domenica pomeriggio ha giocato sul campo della Cavese.

L’ennesima sconfitta stagionale dei biancorossi lontano da casa sembra essere stata mal digerita da alcuni tifosi biancorossi — la squadra di Melotti era anche stata contestata dai riminesi presenti in Campania — che nella notte di domenica hanno scavalcato le mura di recinzione del Neri lasciando tracce del proprio passaggio sicuramente di cattivo gusto. Nelle prime ore di ieri mattina la testa di maiale è subito stata rimossa dalla Digos che sta indagando sull’accaduto e sembra già essere sulle tracce dei colpevoli. Una ‘bravata’ che, comunque, non ha lasciato indifferente Lele Zamagna, ma nemmeno il presidente Luca Benedettini e soci.

«CHE DIRE, quello che è successo è di una gravità inaudita — commenta il ds biancorosso ‘rompendo’ il silenzio stampa che da domenica sera il club di casa Cocif ha imposto a tutti i propri tesserati — purtroppo ci si dimentica sempre che questo è un gioco e tale deve essere. Noi, però, andiamo avanti come abbiamo sempre fatto con la consapevolezza di avere la coscienza a posto».

Il comunicato del club biancorosso arriva in serata. «Siamo stati vittima di un grave atto intimidatorio — si legge a firma del presidente Benedettini —. Siamo profondamente indignati per questo gesto intimidatorio che non solo avvelena il clima di necessaria serenità di cui il Rimini Calcio ha bisogno per affrontare con determinazione questa delicata fase del campionato, ma anche e soprattutto perché, ritenendolo espressione di una frangia assai esigua e assolutamente isolata del tessuto della nostra tifoseria, esso rappresenta un forte tentativo di destabilizzare la società e i suoi dirigenti. Confidiamo nell’operato della magistratura e degli organi inquirenti, che certamente sapranno interpretare ogni ipotesi che possa condurre all’individuazione di questi incivili ribadendo che la società e tutti i suoi tesserati non si lasceranno intimidire e andranno avanti nel loro lavoro con il massimo impegno».

. Un nuovo inquietante episodio nei confronti del Rimini calcio. Stamattina, sulla porta della sede della società calcistica, è stata trovata una testa di maiale, accompagnata da una minaccia scritta a lettere cubitali sul muro dello stadio.

A fare la scoperta è stato un dirigente che si è recato allo stadio. La Polizia, e in particolare la Digos, ha avviato le indagini. Secondo le prime indagini, i resti del maiale sarebbero stati collocati nella notte, dopo la nona sconfitta esterna stagionale della squadra: a seguito del nuovo insuccesso, la società ha anche deciso il silenzio stampa.

Questa mattina, comunque, il direttore sportivo Gabriele Zamagna ha rilasciato una dichiarazione: “Quello che è successo è di una gravità inaudita, purtroppo ci si dimentica sempre che questo è un gioco e tale deve essere. Noi, però, andiamo avanti come abbiamo sempre fatto con la consapevolezza di avere la coscienza a posto’’.

Si tratta di un nuovo episodio, che crea sconcerto. La scorsa estate era stata fatta esplodere una bomba carta sotto l'auto dell'ex capitano Adrian Ricchiuti, ora in forza al Catania.

do. fi.

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