HOMEPAGE > Rimini > Bilancio in rosso e troppe spese: la Fondazione Fellini rischia di 'naufragare'

Bilancio in rosso
e troppe spese:
la Fondazione Fellini
rischia di 'naufragare'

La Fondazione riminese ha davanti a sé solo due strade: chiudere i debiti, che ammontano a oltre 220mila euro e gettare le basi per il rilancio, o chiudere i battenti. Ravaioli e Vitali intanto incontrano il Cda

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Rimini, 15 febbraio 2010 - Finché la nave va, lasciala andare... Ma qui la barca rischia di colare a picco, di affondare in un mare di debiti senza ritorno. Non ci sono più porti sicuri dove attraccare per la Fondazione Fellini, che ha davanti a sé solo due strade: chiudere i debiti, che ammontano a oltre 220mila euro (e poi ci sono i 90mila che deve ancora al fisco) e gettare le basi per il rilancio, riducendo spese e costi eccessive, o chiudere i battenti. Una possibilità che l’assessore Antonella Beltrami al momento non vuol prendere neanche in considerazione, ma che a questo punto non può più essere esclusa a priori.

I nodi sono venuti al pettine l’altra sera, nel corso del consiglio di amministrazione della Fondazione Fellini. All’ordine del giorno c’era l’approvazione del bilancio del 2010, che (stando ai conti presentati) si dovrebbe chiudere finalmente con un avanzo positivo di 27mila euro (dopo anni di pesante passivo) grazie ai 462mila euro di entrate a fronte di 435mila di spese. Ma i revisori dei conti fanno notare, nella loro relazione, che ci sono molte, troppe cose che non vanno.

Le spese per il personale ammontano infatti a quasi 160mila euro (nella Fondazione lavorano 4 persone, di cui solo una a tempo determinato), cioè quanto la spesa messa a bilancio per organizzare i vari eventi e iniziative. A quei 160mila per il personale vanno aggiunti poi 24mila euro per il direttore della fondazione, Vittorio Boarini: l’aumento per pagare i dipendenti è di 17mila euro rispetto a quanto era stato previsto l’anno scorso.

C’è qualcosa che non va, si fa osservare da più parti, considerando che per il 2010 l’attività della Fondazione Fellini risulta ridimensionata, e proprio per una questione di costi. Per l’anno in corso, tra l’altro, rinuncerà a fare sia Fellini estate (la rassegna cinematografica estiva) sia Fellini al cinema. Complessivamente il risparmio sugli eventi è di quasi 100mila euro. Quindi, se diminuiscono gli eventi, come mai le spese (per il personale, ma anche le spese di gestione, che ammontano a 49mila euro) non calano?

C’e’ un altro punto, non meno importante, che non torna né ai revisori né agli stessi enti soci. Nel bilancio 2010 sono previste entrate per 462mila euro. Di questi 170mila arrivano da enti vari, altri 120mila euro invece dovrebbero essere il frutto delle varie collaborazioni che la fondazione Fellini farà (e sarà pagata per questo) con festival ed eventi di cinema, in Italia e soprattutto all’estero. E’ lo stesso vice presidente della fondazione, Giuseppe Chicchi, ad ammettere: "Sono soldi che abbiamo previsto a bilancio, ma non abbiamo ancora firmato contratti... Siamo pronti a prenderci il rischio d’impresa".

Il problema è che la situazione è già messa piuttosto male, visto che pesano come un macigno i debiti arretrati: oltre 220mila euro, a cui si aggiungono i 90mila che la Fondazione sta pagando a rate (3500 euro all’anno) al Fisco, dopo che le è stato disconosciuto lo stato di associazione onlus, priva di lucro. E quei 220mila euro chi li pagherà?

Secondo la Fondazione, è giusto che paghino i principali enti soci: il Comune, la Provincia, la Fondazione Carim e Aeradria. Ma gli enti, prima di versare altri soldi nelle casse vogliono vederci chiaro. Non a caso l’altra sera, sulla questione del debito, sono volati gli stracci tra Chicchi e il vice presidente della Provincia Carlo Bulletti. E alla fine, votare il bilancio è stato impossibile. Tutto è stato rimandato all’assemblea dei soci, tra un mese. Un tempo che servirà a guardare bene ai conti della fondazione (c’è chi sostiene che il debito patrimoniale sia maggiore), ai debiti con i fornitori, alle spese sostenute. Prima di portarla in salvo, vogliono capire se e come la nave può essere aggiustata.

Intanto il sindaco Alberto Ravaioli e il presidente della Provincia Stefano Vitali, oggi pomeriggio incontreranno congiuntamente il Consiglio di amministrazione della Fondazione. L'incontro sarà l'occasione per esaminare insieme la situazione amministrativa e finanziaria della Fondazione e prendere in esame quindi con gli altri soci le possibili soluzioni.

di Manuel Spadazzi

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