I bagnini aprono
un'inchiesta
sul licenziamento
del 17enne sordo
A Riccione la cooperativa ha promesso che 'indagherà' sul caso. E intanto il sindaco Pironi lancia un appello alla città: "Troviamo subito un lavoro al ragazzo"
Rimini, 24 giugno 2010 - La cooperativa bagnini indagherà sul licenziamento del 17enne audioleso, rispedito a casa da un collega "perché sordo". Ieri sera l’argomento è stato inserito tra gli ordini del giorno del consiglio direttivo. La notizia ha indignato gli operatori di spiaggia, convinti che fatti del genere non debbano succedere, tanto meno in una città che ha fatto dell’accoglienza il baluardo. Lo fa intendere il presidente Enzo Manzi, alquanto rammaricato. Nel frattempo il sindaco Pironi, che definisce il fatto "grave", lancia un appello agli imprenditori affinché si trovi un’altra occupazione per lo studente riccionese. "In questo momento ho paura di affrontare un’altra situazione di lavoro", confida il ragazzo. Teme altri rifiuti.
Per questo motivo la mamma, Manuela Serafini, dopo aver denunciato l’episodio ha chiesto il supporto di un’assistente sociale. La notizia del licenziamento del ragazzo che, con l’ausilio di due protesi è comunque in grado di sentire, ha trovato la ferma condanna e conoscenti anche sulle pagine di Facebook. "Con le protesi sente benissimo, che vogliamo fare? Chiudiamo ogni possibilità di lavoro a chi ha un handicap? Apriamo lager per portatori di handicap?", scrive una ragazza. C’è chi accusa il bagnino e chi, lamentando una scarsa umanità, ricorda che "tutti hanno diritto di fare tutto". "L’episodio di domenica non è affatto simpatico - commenta Manzi -. Non si può illudere una persona per poi liquidarla. Avrei capito se si fosse trattato di un bagnino di salvataggio, ma per portare una brandina o fare le pulizie in spiaggia non credo servano tutti i requisiti. Voglio andare fino in fondo in questa vicenda. Devo capire chi è il collega e contatterò anche la mamma del ragazzo".
"Non voglio dare giudizi sommari - fa eco il sindaco - ma il fatto è grave". Complice di queste situazione, secondo Pironi. è anche la Legge 68 sull’inserimento lavorativo dei disabili. "In queste situazioni per evitare l’impatto con il lavoro, nei primi giorni serve un accompagnamento, ma in questo Paese ognuno deve arrangiarsi. E situazioni del genere diventano croci".
di NIVES CONCOLINO











