Marina centro: continua
il dibattito
'Tutto da rifare'
Parla l'esperto di Marketing Nicola Gambetti residente a Marina centro: "Bisogna creare offerta, stimoli culturali e commerciali" occorre rilanciare l'immagine della città anche dal punto di vista economico Voi cosa ne pensate?

Rimini, 1 settembre 2010- DA RESIDENTE a Marina Centro e professionista della comunicazione, sto seguendo con particolare interesse la questione “degrado del salotto riminese” e i diversi punti di vista espressi dai soggetti - istituzionali, economici e professionali - coinvolti. Ho inevitabilmente elaborato alcune riflessioni, emotivamente ispirate dai motivi di cui sopra, che vorrei qui esternare.
Che il “sistema-Rimini” sia in progressiva crisi mi sembra un dato assolutamente palese e inconfutabile e che la stessa sia attribuibile alternativamente ad un’unica categoria (sia essa quella degli esercenti, degli amministratori, dei tutori dell’ordine o dei venditori abusivi) mi sembra altrettanto, oggettivamente, inesatto. Ad ogni muover di foglia, infatti, c’é chi invoca quale causa il Comune, la Polizia, il meteo o, come nel caso di questi giorni, la “mancanza di spirito imprenditoriale” degli esercenti di Viale Vespucci, che offrirebbero un “prodotto di 30-40 anni fa”.
IL PROBLEMA, invece, sostanziale e drammatico è che la Rimini tutta è riconducibile ad un sistema anacronistico e ad un’immagine complessiva assolutamente fuori dal tempo, ancora legata ad alcuni elementi ereditati direttamente dalla ormai lontana epoca d’oro del turismo balneare locale: penso al registro vintage degli spot publiphono, agli immancabili fuochi d’artificio in ore antelucane, ai surreali aeroplanini con le pubblicità svolazzanti a traino, agli affannati e scalcinati risciò, ai quads lliberi di volteggiare sugli attraversamenti pedonali o, addirittura, ai pedalò posizionati strategicamente sulla battigia ad intralciare passeggini ed anziani... mentre in realtà il distretto non è in grado di coniugare tranquillità, sicurezza e infrastrutture.
UN’OFFERTA drammaticamente contraddittoria: che senso ha proporre un Centro Storico se non esistono attraversamenti che possano garantire sicurezza neanche ad una carrozzella (vedi lo stato ignobile del sottopassaggio di viale Principe Amedeo)? Perché rivolgersi pubblicamente alle famiglie quando di sera non esistono zone al mare realmente sostenibili e sicure? Riccione o, addirittura, Misano Adriatico offrono oggi aree vivibili e commercialmente sinergiche a pochi chilometri, decisamente invidiabili.
Attenzione: l’anacronismo in alcuni, fortunati casi (penso, ad esempio, alla Croazia) può rappresentare un singolare valore aggiunto, se utilizzato con intelligenza e sensibilità; nel nostro caso, invece, è addirittura sinonimo di “assenza di memoria”: siamo riusciti a dissolvere il vero monumento universale alla cultura riminese (Federico Fellini), arenatosi sui bilanci della Fondazione a lui dedicata, senza riuscire a proporlo degnamente sul territorio né in iniziative culturali, né tantomeno in gadgets.
OPERANDO imprenditorialmente nel settore della comunicazione e del marketing da ormai quindici anni, dedico la mia attività principalmente a settori completamente estranei al “core-business” cittadino (ovvero al turismo); collaboriamo sì con società, complementari per competenza, che organizzano importanti eventi locali, ma ogni giorno anch’esse si scontrano con l’incapacità degli interlocutori a recepire la reale portata degli investimenti sul territorio e sulle iniziative ad esso dedicate (e per i quali, quindi, le risorse sono sempre risicate).
Storicamente quindi e non per scelta, la mia organizzazione non ha mai contemplato tra i propri clienti né Comitati di promozione, né esercenti/operatori turistici, né soggetti istituzionali interessati alla rivalutazione strategica del prodotto territoriale: mi chiedo, quindi, da professionista, come sia possibile per coloro pianificare un posizionamento commerciale oculato, porsi un obiettivo o semplicemente organizzare la propria offerta perché sia appetibile e “al passo con i tempi” (mentre scrivo queste righe consulto il sito web del “Comitato di Marina Centro”: ebbene, alla voce “gli eventi” leggo testualmente nell’unico box presente: “Marina Centro in Fiore - 10 e 11 maggio 2008”...!).
IN QUESTO momento di ricerca spasmodica di “risposte”, i protagonisti dovrebbero iniziare a delegare proprio quei professionisti preposti tecnicamente a fornirle che, paradossalmente, raramente sono stati interpellati in passato dagli operatori di un territorio complesso come è quello riminese.
E’ assolutamente necessario il rilancio dell’immagine di una Città non solo “bella e abitabile” come auspica il Vescovo Lambiasi, ma che si sviluppi senza dimenticare la vocazione economica strettamente legata proprio agli stessi valori di attrazione e benessere spesso sacrificati sull’altare di un business piuttosto agonizzante e, per questo, piuttosto “disperato”.
NESSUNO si tiri indietro, quindi, nell’assunzione di responsabilità per il passato e, soprattutto, nel fornire immediatamente la disponibilità al proprio piccolo, ma fondamentale, contributo nella costruzione di un “nuovo corso” per Marina Centro (e per Rimini), che possa rigenerare l’offerta e creare nuovi stimoli culturali e commerciali: nel nostro piccolo proponiamo un “tavolo di lavoro” al quale siedano sia gli esercenti che gli amministratori, coadiuvato e coordinato (e questa sarebbe una reale novità) da qualificati professionisti, che possano gestire di volta in volta gli steps più adeguati al raggiungimento di determinati obiettivi.
di Nicola Gambetti










