Un centinaio
di persone
in fila a cercare
i gioielli rubati
C’è anche una coppia di Pordenone tra i derubati in coda per i preziosi. I poliziotti che seguono la vicenda non hanno tregua, ma già ci sono i primi risultati: una quarantina di oggetti sono sulla strada per tornare a casa
Rimini, 3 settembre 2010 - C’E’ CHI spera di ritrovare l’orologio Panerai, regalato per la laurea al figlio, chi l’anello della mamma scomparsa e chi «le cose care raccolte in una vita». Sono riminesi ma sono anche venuti da Bologna e da altre città emiliane e marchigiane. E c’è una coppia di maturi signori venuta ieri mattina appositamente da Pordenone.
Saranno state un centinaio le persone che ieri si sono messe in fila davanti alla Questura in attesa di poter vedere il ‘tesoro’ sequestrato dalla squadra mobile al titolare della rivendita Compro oro di via Lagomaggio, per la quale la polizia ha anche richiesto la revoca della licenza.
TRA I MILLE pezzi fotografati e catalogati, del valore di circa 900mila euro, tantissimi sperano di ritrovare il braccialetto con il brillante regalato dalla mamma, la collana ricordo del primo anniversario di matrimonio. C’è chi è stato derubato cinque anni fa come la signora Carla che cerca l’orologio che ha regalato al figlio per la laurea: «Avevo speso più di 4mila euro, era molto bello. E poi mi hanno portato via anche lo Zenith, regalo di laurea di mio marito».
C’è chi si è visto svaligiare la casa qualche mese fa, ma la maggioranza ha subito il furto già da 3,4,5 anni. Il record è di una coppia derubata ormai 10 anni fa. Tutta gente che non si rassegna a non rivedere più oggetti che ha acquistato magari per persone che non ci sono più oppure che gli sono costati anni e fatica.
«E se qualcuno dice che una cosa è sua e invece non è vero?» si chiede uno di quelli che fa la fila con la denuncia in mano.
NON È semplicissimo riavere le proprie gioie, bisogna dimostrare di esserne i possessori. Occorrono certificati, come nel caso degli orologi, fotografie, magari anche foto di famiglia dove si vede il gioiello.
FORSE i più speranzosi di ritrovare qualcuna delle tante cose sottratte dai predoni è la coppia di Pordenone.
Franca e Umberto si sono fatti più di 300 chilometri e ora aspettano il loro turno con certificati e denunce in mano. La loro casa è stata vuotata dai ladri un anno fa, il 9 settembre del 2009.
«Mi hanno portato via tutto — racconta la signora Franca. Anche cose di valore. Come sei orologi, alcuni dei quali d’epoca e poi anelli con brillanti, bracciali. Noi abbiamo saputo di questo sequestro dalla televisione e gentilmente un poliziotto ci ha fatto vedere delle fotografie sul computer. Mi è sembrato di aver visto alcune cose che forse sono nostre. Mi farebbe tanto piacere ritrovare almeno qualcosa».
«L’ho fatto per accontentarla — dice affettuoso il marito Umberto —. Io non ci spero tanto di ritrovare le nostre cose».
Il loro piccolo ‘tesoro’ aveva un valore considerevole, dai 70mila ai 100mila euro, anche per questa ragione hanno fatto tanta strada. Ma naturalmente anche per loro c’è tutto il legame affettivo con i gioielli e gli orologi che i ladri hanno portato via.
I POLIZIOTTI che seguono la vicenda non hanno avuto tregua: però alcuni risultati si sono già avuti perchè una quarantina di oggetti preziosi sono sulla strada per ritornare a casa.
di LORENZA LAVOSI










