Università,Vitali: "Bologna non ci escluda da scelte"

Anche Gallina sta con il presidente della Provincia: "Vogliamo ci sia almeno un rappresentante degli enti di sostegno della Romagna"

 

Università (Businesspress)
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Rimini, 15 luglio 2011 - Dopo la riunione di oggi nel capoluogo regionale, ci sara' un'altra settimana per gli
eventuali ritocchi allo statuto. In seguito alla riforma Gelmini, l'Universita' di Bologna calera' da 23 a 11 facolta', mentre i 70 dipartimenti attuali saranno ridotti a 35.

In Romagna, che conta 20 mila degli 81 mila studenti iscritti, due dipartimenti e oltre 600 studenti, dovrebbero sparire otto facolta' che verranno sostituite da alcune nuove 'scuole', non piu' autonome.  Per quanto riguarda i dipartimenti, l'ipotesi e' quella di istituirne quattro autonomi romagnoli anche derogando al tetto di docenti. A Rimini dovrebbe nascere il dipartimento del Benessere accorpando quattro facolta' (Medicina, Farmacia, Moda e Scienze Motorie).

''Se la decisione non verra' modificata - dice il presidente della Provincia, Stefano Vitali -  non potrà non avere ripercussioni sull'autonomia del Polo romagnolo e sui rapporti tra le sedi decentrate e Bologna''.  Inoltre, a suo avviso, ''si tratterebbe di un arretramento che metterebbe a rischio quanto di buono fatto fino a oggi, intaccando la qualità e i margini di ulteriore crescita delle sedi decentrate. Il successo e l'inequivocabile sviluppo dell'offerta universitaria a Rimini si e' retta sui due pilastri delle peculiarità e degli investimenti locali, e dell'autonomia. Le due cose sono legate l'una all'altra, e non possiamo non pensare che la mancanza di una non abbia ripercussioni sull'altra''.

"Si', in seduta congiunta ci faremo sentire, abbiamo gia' pronti gli emendamenti. Il rettore Ivano Dionigi non puo' decidere da solo, serve un'azione di moral suasion sui membri della commissioni. Le nostre sono proposte accettabili e accoglibili, siamo fiduciosi che il dialogo con Bologna, che e' sempre stato buono, possa dare i suoi frutti anche e soprattutto questa volta". Piero Gallina, presidente di Serinar, l'ente che sostiene il polo decentrato dell'Alma Mater di Forli'-Cesena, e' a Bologna per partecipare alla riunione del Consiglio di amministrazione dell'Universita' di Bologna allargata ai componenti della commissione Statuto. Gallina, ex presidente della Provincia di Forli'-Cesena e tuttora consigliere provinciale nello stesso ente, insieme con Massimo Ricci Maccarini, ex assessore alla Cultura della Provincia di Ravenna, e' uno dei due rappresentanti della Romagna nel Cda dell'Ateneo.

Nella nuova carta statutaria anche oggi in discussione (l'iter di approvazione deve concludersi entro il 29 luglio) gli enti romagnoli non avranno piu' alcun rappresentante nei luoghi di comando che contano, e in questi giorni (ieri attraverso una posizione unanime tra Serinar, Fondazione Flaminia e UniRimini) hanno lanciato l'allarme a piu' riprese. Ora Gallina e Ricci Maccarini stanno passando ai fatti muniti di emendamenti. Tre quelli fondamentali: "Primo, chiediamo che nel Cda di Ateneo ci sia almeno un rappresentante degli enti locali e degli enti di sostegno della Romagna. Secondo, ne invochiamo anche uno di riferimento degli enti locali anche per il Consiglio di Campus. Terzo, miriamo a quattro rappresentanti per ogni Campus romagnolo, tra Forli'-Cesena, Ravenna e Rimini, nel Consiglio di coordinamento dei Campus stessi", spiega Gallina.

fonte Dire

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