Alcuni sono realizzati con le zappe o con i resti delle bombe della Seconda Guerra Mondiale. Altri con dei cd
Rimini, 24 dicembre 2011 - Originali, se ne sono visti tanti. Anche artistici, e con materiali inusuali. Ma a presepi realizzati con le zappe o con i resti delle bombe della Seconda Guerra Mondiale ancora non ci aveva pensato nessuno. Per ammirare questi inediti presepi, basta recarsi durante le festività natalizie al convento dei Frati minori di Villa Verucchio, quello del cipresso secolare.
Nel salone del Cpv sono esposti 20 presepi artigianali, di diverse dimensioni e con differenti fatture. Sono il frutto della passione (e dell’inventiva) di altrettanti artisti e appassionati di Villa Verucchio, Verucchio, Novafeltria, San Marino e dalla Valmarecchia intera. Alzi la mano chi ha mai osservato prima d’ora un presepe concettuale, realizzato tutto con cd.
Lo segue a ruota quello costruito da Tonino Montanari con ciotoli raccolti rigorosamente nel fiume Marecchia. Gabriele Balducci di Villa Verucchio si è invece ingegnato costruendo un presepe con le schegge delle bombe recuperate. La suora clarissa di Villa Verucchio Ivana Zangoli ha ambientato il suo nel chiostro dei frati, insieme a San Francesco e mostrando i religiosi nelle loro attività quotidiane. L’impresa forse più curiosa è quella che vede protagonista Giorgio Amati. Il cardiologo di Villa Verucchio, posato lo stetoscopio, è riuscito nell’impresa di mettere in piedi un presepe con le zappe.
Una serie di coloratissimi disegni dei bambini della scuola materna “Borsalino” corredano l’esposizione. Organizzata da Luciano Esposito, la mostra è stata voluta dai francescani per “valorizzare quest’arte della cultura italiana e suscitare stupore per il dono di un Dio che si fa uomo“ spiega il padre guardiano Giuseppe Barigazzi. L’ingresso è libero. Ma anche durante le festività, prosegue la raccolta di fondi per chiudere il debito contratto dai frati per restaurare i tetti del convento. Restano da pagare 185.000 euro: il debito ora è transitato dai frati minori di Bologna, operazione che permette al convento di Santa Croce interessi migliori. Offerte e contributi di privati e associazioni non mancano, segno tangibile della solidarietà della Valmarecchia nei confronti dei francescani e del convento di Santa Croce.