Aumenta il rischio di crolli: trenta sfollati in Valmarecchia
Rimini, 6 febbraio 2012 - IL MONTEFELTRO ancora in ginocchio. Famiglie evacuate, tetti crollati, case pericolanti e aziende agricole sull’orlo del disastro. In una di queste, al confine con Cesena, è collassato un capannone, uccidendo oltre 50mila pulcini, per un danno di quasi 100mila euro. Trenta le persone evacuate ieri per il pericolo di crolli, mentre le segnalazioni al 115 arrivano a centinaia e in alcune zone anche i viveri cominciano a scarseggiare. E all’orizzonte non sembra esserci nessuna schiarita, la neve continua a scendere ancora, in alcuni punti ha raggiunto i tre metri di altezza e lo stato di emergenza è stato prorogato fino all’8 febbraio. Per questo sono stati richiesti e li aspettavano per ieri sera alcuni mezzi da Bolzano, insieme ad altre sette unità specializzate.
Molte le persone costrette a lasciare le loro case tra Sant’Agata, Maiolo e Novafeltria, alcune sono state portate in albergo, altre hanno trovato rifugio da parenti. Vigili del fuoco e Protezione civile stanno lavorando 24 ore su 24 insieme alle forze dell’ordine per soccorrere le persone rimaste isolate nei paesini della Valmarecchia, portando viveri e medicinali. Le zone più critiche restano Maiolo, Pennabilli, Casteldelci, Gattara e naturalmente Perticara, dove ieri è crollato il capannone che ospita il magazzino del museo della miniera.
«Fortunatamente non conteneva niente di importante — dice il presidente della Pro Loco, Cesare Bianchi — ma la struttura è distrutta». A Pennabilli sono ancora venti le persone senza acqua, raggiunte ieri sera da una cisterna della protezione civile, ma ora si registra anche l’emergenza carburante. Nel paesino, volontari e ragazzi stavano lavorando per mettere in sicurezza l’azienda agricola Zerbini di Miratoio. «Tutte le persone rimaste isolate sono state contattate anche solo telefonicamente — dice l’assessore alla Protezione civile della provincia di Rimini, Mario Galasso — e nel caso la situazione dovesse peggiorare siamo pronti a organizzare strutture più grandi. Stiamo cercando di portare soccorso anche alle stalle, dove gli animali hanno anche problemi ad abbeverarsi. Il consiglio che possiamo dare agli agricoltori che vivono nelle zone dove le autobotti non riescono ad arrivare è quello di sciogliere la neve. Sul fronte sanitario invece siamo tranquilli, e stiamo organizzando l’arrivo dei camion con le derrate alimentari».
In Valmarecchia, l’emergenza principale resta quella del peso della neve sui tetti. Ai 50 volontari della Protezione civile se ne sono aggiunti ieri altri 10, ma l’assessore Galasso raccomanda di uscire di casa solo se è strettamente necessario. «Si sono manifestati diversi casi di smottamento di neve da tetti e pensiline — spiega — per cui è necessaria la massima attenzione per il crescente rischio di crolli. L’invito rimane quello di segnalare al 115 le situazioni critiche e le richieste di evacuazione. In Valmarecchia, la priorità restano i sopralluoghi nelle case più vecchie per valutarne la stabilità. In caso di dubbi, portiamo via le persone». I posti disponibili in hotel ed ostelli, fanno sapere, sono ancora un centinaio, mentre si stanno predisponendo cucine da campo e letti per attrezzare altri luoghi, come palestre, in caso siano necessarie altre evacuazioni.
Situazione drammatica anche nell’area di San Leo, dove una famiglia è stata evacuata tra Pugliano e Montecopiolo per il crollo del tetto. Il sindaco, Mauro Guerra, ha dato disposizioni affinchè ieri rimanesse aperto un alimentari e la farmacia di Pietracuta. «Stiamo lottando per tenere aperta la via d’uscita — dice Guerra — qui c’è bisogno di turbine e grandi ruspe, le masse di neve da sollevare sono enormi. La situazione è difficile, gli operatori lavorano da tre giorni senza sosta, ma abbiamo un grande aiuto dalla popolazione e dagli agricoltori. La raccomandazione è quella di non uscire di casa e di dare un colpo di telefono ai vicini».