di Stefano Muccioli
Rimini, 29 giugno 2012 - E’ BELLA e suggestiva l’idea di riportare in vita il trenino che dal 1932 sino al 1944 collegò Rimini a San Marino. Purtroppo ci si accorge solo ora che quella ferrovia distrutta dai bombardamenti della guerra era un’infrastruttura incredibilmente moderna e di grande utilità per il territorio. Invece negli anni Cinquanta e Sessanta non si fece nulla per salvarla e gran parte della linea fu demolita per far posto all’attuale superstrada. Oggi ripristinare anche in parte quel collegamento avrebbe costi elevatissimi: tra i 25 e i 40 milioni di euro. E, in tempi di crisi galoppante, Italia e Repubblica di San Marino non sembrano in grado di permettersi un investimento del genere.
Nessun dramma, visto che i turisti e i pendolari imbottigliati ogni giorno nel traffico della superstrada si accontenterebbero di molto meno: una rotonda per evitare l’assurdo semaforo all’incrocio con la Statale Adriatica. La aspettiamo inutilmente da anni. Ne bastarono solo tre e mezzo, durante il Ventennio fascista, per costruire stazioni, gallerie e 32 chilometri di ferrovia.
Stefano Muccioli