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'Chinatown' allarga i suoi confini: già cento i negozi gestiti dai cinesi

"Sono gli unici che pagano certe cifre, chi vende li va a cercare" 

 

di Manuel Spadazzi

Rimini, un supermercato gestito dai cinesi (Foto Bove)
Rimini, un supermercato gestito dai cinesi (Foto Bove)

Rimini, 8 novembre 2013 - Parlano poco, pagano molto (e spesso in contanti) e non fanno tante domande. Non meravigliatevi troppo se tra qualche mese altre vetrine storiche del centro di Rimini lasceranno spazio a bazar cinesi.

I cinesi sembrano gli unici a poter sostenere oggi gli esosi affitti chiesti dai proprietari di attività commerciali. Quelli che hanno appena rilevato l’ex libreria La Moderna dalla famiglia Ugolini sono gli stessi cinesi che già gestiscono un maxi emporio in via IV Novembre, vicino al Duomo. In centro - escludendo Borgo Marina - si contano 10 attività commerciali in mano ai cinesi, di cui 4 in via Castelfidardo e dintorni e 2 in via Garibaldi, e in tutto il comune sono oltre 100 senza considerare parrucchieri, centri massaggi, laboratori di pelletteria. Puntano in alto, gli imprenditori dagli occhi a mandorla. Qualche mese fa sono andati anche a bussare alla porta di un noto locale nel borgo San Giuliano. "Avevano i contanti in una valigia, pronti per l’affare, ma noi abbiamo risposto che non eravamo interessati", svela il titolare.

Gli affari della Chinatown riminese sono svariati, e ramificati. Sul sito vendereaicinesi.it ci sono attualmente 14 attività commerciali in vendita, in tutta la provincia. Ai cinesi offrono di tutto: dalla sala giochi ai negozi, dagli hotel (ben due in vendita) ai bar, dalle gelaterie all’aziende all’ingrosso. Tra coloro che si sono rivolti al sito vendereaicinesi.it c’è Pierfrancesco Ceccolini, proprietario di un negozio di distributori automatici di bibite e snack in corso d’Augusto. Per la vendita si parte da 135mila euro (il negozio è di 50 metri), il titolare assicura un incasso mensile di 6mila euro. "Mi hanno detto che i cinesi comprano bene, così c’ho provato — dice lui — Un paio di cinesi si sono fatti vivi, uno anche da Milano. Sono venuti già a vedere il negozio, ma per ora non se ne è fatto nulla".

Altri affari, invece, si sono già conclusi. Per le attività di grandi metrature i cinesi sembrano gli unici in grado di investire. Al nuovo centro commerciale Teorema a Santarcangelo gran parte dei locali è rimasta per lungo tempo sfitta, fino a quando sono arrivati i cinesi e hanno aperto un maxi emporio dove puoi acquistare di tutto. "Il negozio funziona — assicurano i proprietari dell’immobile — e ‘traina’ anche le altre attività che hanno aperto nel centro". Stesso film a Cerasolo, sulla superstrada per San Marino: tanti negozi sfitti sono stati rilevati dai cinesi. Qualcuno lavora, altri no. Ora nel mirino c’è il centro storico. "Molti miei connazionali stanno investendo su negozi e attività — conferma il titolare del ristorante Chinatown — anche se a volte mi chiedo come riescano a pagare certi affitti".
 

Manuel Spadazzi

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