Rimini, 24 aprile 2016 - Da venerdì Anna non mangia e non dorme. Incapace di darsi pace per non aver capito i messaggi di dolore che suo figlio le mandava. Il piccolo, tre anni e mezzo, è uno dei bambini che la maestra d’asilo arrestata dai carabinieri per maltrattamenti, avrebbe avuto nel mirino. Loredana Pacassoni, difesa dagli avvocati Mattia Lancini e Moreno Maresi, è ora confinata ai domiciliari e verrà sentita nei prossimi giorni. Anna prega invece di non incontrarla mai.

Non ha mai sospettano nulla?

«No, e non riuscirò a perdonarmi per non avere capito quello che stava succedendo. Mio figlio non me ne ha mai parlato, ma ora mi spiego tante cose».

Quali?

«Prima era sempre andato all’asilo volentieri, ma quest’anno ogni volta che arrivavamo e si accorgeva che c’era lei cominciava a piangere. Mi implorava di non lasciarlo solo, di portarlo con me. Un giorno lei si è avvicinata per venirlo a prendere e lui ha avuto una reazione terribile, l’ha spinta via e ha cominciato a urlare ‘non toccarmi, tu sei cattiva’»».

Come si spiegava queste reazioni?

«Pensavo che stesse facendo i capricci, quella maestra aveva un tono forte e un po’ duro, credevo solo che lui ne avesse soggezione. Ma c’erano altri sintomi gravi che avrei invece dovuto interpretare».

Che genere di sintomi?

«Il bambino non era più quello di prima. Aveva delle reazioni inconsulte, si dava i pugni in testa o la sbatteva contro il muro. E poi la notte parlava nel sonno, diceva ‘basta, non mi toccare, lasciami stare’. E io non capivo, non capivo. Non potrò mai perdonarmelo».

Come si è sentita quando ha saputo che era stata arrestata per avere maltrattato i bambini?

«Non sono stata in grado di reagire. Non mangio e non dormo più. Non posso pensare che mio figlio abbia dovuto subire tutto questo. L’ho riconosciuto nel filmato del bagno, lui fatica sempre a tirarsi su i pantaloncini».

Adesso cosa ha intenzione di fare?

«Denunciarla. Ma mi chiedo anche come sia stato possibile con il suo precedente che l’abbiano rimessa a contatto con dei bambini. Mio figlio ha problemi di salute, e pensavo che andando all’asilo potesse dimenticare tutte le volte che siamo costretti a portalo in ospedale...».

al.na.