Rimini, 20 aprile 2017 - E' arrivato il nullaosta della Procura di Rimini per restituire i corpi delle quattro vittime del naufragio di martedì pomeriggio alle rispettive famiglie. Non sarà eseguita l'autopsia ma sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per naufragio colposo al fine di far luce sulle cause dell'incidente. In particolare, occorrerà accertare chi ha deciso di partire nonostante il bollettino meteo annunciasse condizioni del mare avverse.

Il 'Dipiù', un Bavaria di 15 metri, era salpato dal porto di Marina di Ravenna tra le 12.30 e le 13 di martedì pomeriggio. Risale invece a poco dopo le 16 l'incidente con la barca che si è schiantata contro la diga foranea all'imbocco del porto di Rimini, mentre tentava di entrare per trovare riparo dal mare in burrasca.

Nell'incidente sono morte quattro persone: Alessandro Fabbri, cardiologo 66enne, proprietario della barca, sua figlia Alessia, notaio 38enne, Enrico Martinelli, 68 anni, ex dirigente della Valdadige, tutti e tre di Verona, ed Ernesto Salin, 64 anni, ingegnere originario di Camisano Vicentino. 

Alla tragedia del 'Dipiù' sono sopravvissuti Luca Nicolis, 39enne titolare del locale 'Bottega del vino' di Verona e fidanzato di Alessia Fabbri, e Carlo Calvelli, 69enne otorinolaringoiatra veronese. Nicolis è già rientrato a Verona dopo aver fatto un sopralluogo, ieri pomeriggio, nel punto dove è avvenuto lo schianto della barca a vela contro gli scogli. Il 39enne è già stato sentito dal magistrato di turno.

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