Rimini, 1 ottobre 2017 - «Togliete il mio nome da Internet. Sono passati più di cinque anni da allora. Chiedo il diritto all’oblio». Ha fatto prendere carta e penna al suo avvocato per far eliminare il suo nominativo da un sito www.inquantodonna.it» che ricorda tutti i femminicidi. A chiedere di essere cancellato dal web in nome del ‘diritto all’oblio’ è un ex militare romeno.

Nel febbraio del 2011 ha ucciso con un pugno la fidanzata a Rimini. Un pugno sferrato con una violenza estrema, in pieno volto, ha distrutto i sogni e l’esistenza di Elena Tanasa, a soli 25 anni. All’epoca l’ex militare era il fidanzato della bellissima ragazza. Una storia tormentata, la loro, e contraddistinta dalla violenza che il romeno scaricava sulla sua compagna. Erano calci, pugni, percosse di ogni genere che Vasile Lepsa ‘regalava’ alla sua amata.

Lei stessa in un diario aveva raccontato, giorno per giorno, i soprusi che subiva dall’uomo che diceva di amarla. Nonostante parenti ed amici avessero sempre cercato di convincerla a lasciarlo, Elena non era mai riuscita ad andarsene. Fino a quel 26 febbraio 2011 quando, per sfuggire alla sua violenza, si era rifugiata presso un’amica.

Ma l’ex militare aveva fatto irruzione nell’appartamento e aveva sferrato un pugno ad Elena. Quando l’ambulanza era arrivata la giovane era già in coma. Sarebbe morta il giorno seguente. In primo grado, in abbreviato, l’uomo era stato condannato a 30 anni per omicidio volontario aggravato, pena confermata in appello.

La Cassazione aveva ribaltato tutto, rimandando gli atti in appello dopo aver derubricato l’omicidio volontario in preterintenzionale. E la nuova condanna è di soli 17 anni. Adesso arriva la richiesta del romeno: "Cancellatemi dal web".

Gli avvocati Moreno Maresi e Mattia Lancini, legali dei genitori di Elena Tanasa non ci stanno: "La richiesta formulata, a nostro avviso, non potrà essere assecondata in quanto c’è una pronuncia della Corte di Cassazione del 3 agosto scorso sulla vicenda di Vittorio Emanuele di Savoia che chiedeva il diritto all’oblio sul caso Hamer. La Suprema corte afferma che il diritto all’oblio ‘si deve confrontare col diritto della collettività ad essere informata ed aggiornata sui fatti da cui dipende la formazione dei propri convincimenti, anche quando ne derivi discredito alla persona titolare di quel diritto’. Quindi per noi la richiesta del romeno ad essere cancellato da Internet non ha alcun fondamento".

Resta però il dolore atroce di due genitori che hanno perso, per sempre, la loro unica figlia, la loro ragione di vita. E quelle parole, scritte da Elena nel suo diario dove racconta le violenze alle quali Cristian la sottoponeva. Parole che non devono finire nell’oblio.