Rimini, 12 febbraio 2018 - Malati, sporchi e costretti a vivere tra gli escrementi. Uno scenario orribile, quello che si è presentato ieri mattina alle divise che hanno messo a segno il blitz in un allevamento clandestino di cani a Misano Cella. La proprietaria è stata denunciata per maltrattamenti di animali, ma le indagini sono tutt’altro che concluse. Gli investigatori dovranno scoprire dove sono stati presi quei Cocker (11) e il Terranova, e soprattutto che fine avrebbero fatto.

Sono arrivati in forze poco dopo l’alba: Polizia municipale del presidio di Misano, Guardie ecozoofile di ‘Fare Ambiente’ e operatori dell’Ausl. Gli investigatori ci lavoravano da due mesi, da quando erano arrivate alcune segnalazioni riguardanti quel terreno agricolo trasformato in un ‘canile’. Erano quindi partiti facendo parecchi appostamenti, fino a quando ieri mattina hanno deciso che avevano abbastanza elementi per entrare in quella sorta di allevamento clandestino e andare a vedere da vicino se i loro sospetti erano fondati.

Quello che hanno trovato era decisamente peggio. I cani si trovavano in condizioni a dir poco pietose. Erano tenuti all’interno di un terreno delimitato con una pericolosa recinzione, fatta di parti acuminate e arrugginite. Gli animali erano sporchi fino all’inverosimile, con il pelo imbrattato di fango e dei loro stessi escrementi. Alcuni di questi erano anche malati, con patologie oculari causate proprio dalle condizioni in cui erano costretti a vivere e dalla mancanza di cure sanitarie specifiche.

Uno in particolare è apparso molto grave, ed è stato subito portato via dal veterinario per essere curato, sperando che riesca a sopravvivere. Quanto alle cucce dove i cani si riparavano, erano anche quelle sporche e maleodoranti, prive di rialzi e composte da materiali non lavabili o disinfettabili. In tutto, vigili urbani e il Nucleo di polizia giudiziaria delle Guardie ecozoofile hanno sequestrato 12 cani, tutti di razza, e sono andati via soltando a tarda sera.

La proprietaria dell’allevamento, la stessa che è titolare anche del vicino circolo ippico, pare non abbia detto granchè sul perchè tenesse i cani in quelle condizioni. Mentre i cagnolini sono stati sequestrati e affidati a una struttura idonea, in attesa delle disposizioni della magistratura, la giovane dovrà invece fare i conti con una denuncia per maltrattamenti di animali. Gli investigatori però non hanno ancora finito.

Non è per niente chiaro infatti quale sia la provenienza di quei cani, Cocker e Terranova, appunto, dal momento che su nessuno di loro sarebbe stato trovato il microchip che possa raccontare la sua ‘storia’. Ma soprattutto sarà da chiarire anche quale fosse lo scopo di quell’allevamento fatiscente e quale fosse la destinazione finale degli animali.