Rimini, 14 luglio 2017 - Tempi duri per i furbetti del cartellino. Che non sono mancati, in questi anni, anche nel Comune di Rimini. E Palazzo Garampi, dopo aver intensificato i controlli e le ispezioni a partire da questo mese, chiederà aiuto alla tecnologia per mettere fine all’odioso fenomeno di quei dipendenti che fanno timbrare ai colleghi la loro presenza in ufficio.

Già da ottobre, molto probabilmente, i dipendenti del Comune di Rimini marcheranno le loro presenze non più con il classico cartellino (sostituito negli ultimi anni dal badge elettronico), ma attraverso un rilevatore di impronte digitali. Già altri Comuni in Italia si sono dotati delle macchine timbratrici che leggono le impronte digitali. L’hanno fatto Caltanissetta e altri capoluoghi di provincia nel sud Italia. Intendono farlo le Regioni Liguria e Campania. Lo fanno già altri enti pubblici e diversi ospedali. E Rimini non vuol essere da meno: sarà fra i primi Comuni in Emilia Romagna ad adottare il sistema a impronte digitali.

La novità è già stata illustrata ai sindacati, in un incontro a cui hanno partecipato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil il dirigente comunale al Personale, Alessandro Bellini. A loro Bellini ha spiegato come gli uffici comunali stiano facendo le verifiche, prima di procedere all’acquisto delle nuove macchine, su tutti gli aspetti, in particolare quelli legati alla privacy. E la reazione dei sindacati non è stata proprio positiva. Qualcuno ritiene le macchine timbratrici con le impronte digitali troppo invasive. Ma l’intenzione del Comune di Rimini è di andare avanti con questa soluzione, che andrà a rafforzare la guerra ai ‘furbetti’ insieme ai controlli (che raddoppiano) e alla nuova organizzazione interna per segnalare l’assenteismo dei dipendenti.

Concluso il confronto con i sindacati, ad agosto (o a settembre al più tardi) si dovrebbe procedere all’acquisto delle nuove macchine, che entrerebbero in funzione da ottobre. Ai sindacati il Comune ha ricordato come anche il nuovo piano anticorruzione per il triennio 2017-2019 preveda «la sostituzione delle macchine timbratrici, per disporre dell’elenco delle presenze in tempo reale e rendere più efficaci i controlli delle timbrature».

Dalle parole si vuole ora passare ai fatti. Nel frattempo si è già partiti con i nuovi controlli disposti dall’ufficio del Personale, che comprendono la verifica delle timbrature, le ispezioni in loco sia negli uffici sia nei luoghi dove i dipendenti sono impegnati per missioni esterne. Al momento, va detto, nessun dipendente è stato sanzionato o segnalato per irregolarità.