Rimini, 18 marzo 2017 - Ha intestato, fittiziamente, alla moglie un centro estetico riminese, di cui era socio occulto, per evitare l’emissione a suo carico di misure reali. Ora la Guardia di Finanza di Rimini ha eseguito un provvedimento del Tribunale, per la confisca del 50% delle quote della società che gestisce il centro e una quota pari al 50% degli immobili alla stessa intestati nei quali viene esercitata l’attività.

Beni per un valore di oltre 500.000 euro. Risultati, di fatto, di proprietà di una soggetto, R.A., già noto alle forze dell’ordine: il provvedimento - spiega una nota delle Fiamme Gialle - è il risultato di indagini svolte dal 2011, quando i finanzieri avevano analizzato la situazione patrimoniale dell’uomo con precedenti sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Gli accertamenti avevano fatto emergere elementi dai quali si desumeva che lo stesso era socio occulto del centro estetico che, per evitare misure reali suo carico, lo aveva fittiziamente intestato alla coniuge.

Viste le risultanze investigative, i beni erano stati sequestrati in passato mentre l’uomo era stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione disponendo la confisca dei beni allo stesso riconducibili. Ora, rilevando l’attualità della sua pericolosità, le Fiamme Gialle hanno chiesto alla Procura di promuovere un procedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale: proposta accolta dal Tribunale di Rimini che ha apposto un ulteriore vincolo giudiziario al 50% delle quote sociali di una società, che gestisce un centro estetico in Rimini ed al 50% degli immobili intestati alla predetta impresa, nei quali veniva esercitata l’attività. Il provvedimento di sequestro di prevenzione, evidenzia la nota della Gdf, è stato eseguito il 16 settembre 2016. Successivamente, il 19 ottobre, il Tribunale di Rimini ha emesso il provvedimento di confisca sui beni già sottoposti a sequestro. I beni in questione, sin dal primo sequestro, sono gestiti da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale nelle more dell’affidamento, a seguito della confisca, all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.