Rimini, 16 luglio  2017 - Siamo a metà luglio, ma il Delfinario ancora non può aprire. Nella settimana che si è appena conclusa si attendeva il via libera dalla conferenza dei servizi, formata da tutti gli enti competenti chiamati a dare il parere sull’acquario. Ma il via libera non è arrivato.

Senza il certificato per l’ agibilità edilizia e l’autorizzazione paesaggistica, la struttura non ha tutte le carte in regola per aprire. Due autorizzazioni che sono state chieste al Delfinario per la prima volta proprio quest’anno, e che stanno fino a oggi impedendo l’apertura. La commissione è stata aggiornata al 21 luglio.

E «speriamo per quella data, con l’aiuto dei nostri tecnici, di trovare la soluzione per metterci in regola con i documenti, come è stato chiesto – allarga le braccia Massimo Gabellini – In caso contrario, sarebbe un bel problema: abbiamo già 7 dipendenti che lavorano da un paio di mesi per la riapertura dell’acquario, senza contare tutto l’indotto che gira intorno alla nostra struttura: aziende artigiane che prestano i servizi di manutenzione, motonavi che portano i qui i turisti».

Il Delfinario, che dopo il sequestro dei delfini (portati a Genova) lavora da anni con i leoni marini, quest’anno doveva aprire intorno a metà giugno. Poi però sono venuti fuori i problemi burocratici legati alle autorizzazioni mancanti. Si sperava di riuscire a inaugurare almeno per il 27 giugno, ma non è stato possibile. E anche giovedì è arrivata l’ennesima fumata nera. «Diciamo grigia, più che nera – dice ancora Gabellini – perché c’è la volontà, da parte degli enti competenti, di trovare insieme a noi una soluzione. Che però ancora non è stata individuata». Non è escluso che il Delfinario, per mettersi in regola, debba ricorrere a una sanatoria. Resta il fatto che fino al 21 luglio non aprirà, e nemmeno dopo quella data è certa l’inaugurazione.

«Per noi sarebbe un danno importante, dal punto di vista economico – continua Gabellini – Abbiamo già perso oltre un mese di lavoro, pari al 30-40% dei nostri incassi stagionali».

Ma il Delfinario, dove è tornata a lavorare anche Gessica Notaro, la ragazza sfigurata con l’acido, non rischia solo di rimetterci dei soldi. Se non dovesse riuscire a riaprire, potrebbe addirittura perdere la concessione demaniale.